Il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha espresso una “ferma condanna” per quanto accaduto nel sud del Libano, dove un convoglio italiano appartenente alla missione UNIFIL sarebbe stato fatto oggetto di colpi di avvertimento da parte dell’esercito israeliano.
Secondo quanto riferito da Palazzo Chigi, i mezzi coinvolti erano chiaramente identificabili come parte della forza di interposizione delle Nazioni Unite. Non si registrano, allo stato attuale, conseguenze per il personale italiano, ma l’episodio ha immediatamente suscitato una reazione netta da parte dell’esecutivo.
Nel comunicato ufficiale, Meloni ha sottolineato come i militari italiani operino in Libano sulla base di un mandato conferito dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, con l’obiettivo di contribuire al mantenimento della pace e della stabilità nella regione. In questo quadro, ha evidenziato, “è del tutto inaccettabile” che personale sotto bandiera ONU venga esposto a rischi attraverso azioni definite “irresponsabili”.
Il governo italiano richiama inoltre il rispetto della Risoluzione 1701, che costituisce il riferimento normativo per la presenza internazionale nell’area e per la gestione delle ostilità lungo il confine tra Libano e Israele. L’episodio odierno, secondo Palazzo Chigi, si configurerebbe come una violazione dei principi stabiliti dal testo approvato nel 2006.
Sul piano diplomatico, Roma attende chiarimenti da parte delle autorità israeliane. In tal senso, il ministro degli Esteri e vicepresidente del Consiglio, Antonio Tajani, ha disposto la convocazione dell’ambasciatore d’Israele presso la Farnesina, avvenuta nella giornata odierna.
Nel contesto più ampio delle tensioni regionali, la presidente del Consiglio ha richiamato l’importanza del cessate il fuoco recentemente concordato tra Iran, Stati Uniti e Israele, definendolo un’opportunità da estendere anche al teatro libanese. Pur attribuendo a Hezbollah la responsabilità di aver contribuito all’escalation del conflitto, il governo italiano ha ribadito la necessità che cessino immediatamente anche gli attacchi israeliani sul territorio libanese, che continuano a provocare vittime e sfollati.
L’Italia conferma infine il proprio impegno nella missione internazionale e ribadisce, con fermezza, la priorità assoluta della sicurezza dei propri militari e dell’intero contingente UNIFIL impegnato nell’area.