Due milioni di euro pubblici contro i lupi, ma con il rischio concreto di finanziare… barboncini. È la denuncia che arriva da LifeAnimal.it, che punta il dito sul bando della Regione Emilia-Romagna per la “protezione del bestiame con cani da guardiania”.
Sulla carta l’obiettivo è nobile: aiutare gli allevatori a difendersi dalle predazioni dei lupi, sempre più frequenti in Appennino. Nei fatti, però, il bando, finanziato con soldi regionali, non indica quali razze siano realmente idonee alla guardiania (come Maremmano, Pastore dell’Asia Centrale o Cane dei Pirenei), né prevede criteri seri di addestramento obbligatorio.
Il risultato, sottolinea la testata animalista, è paradossale: con fondi pubblici si potrebbero acquistare cani totalmente inadatti al lavoro sul gregge, dai Golden Retriever fino ai Barboncini, trasformando una misura di sicurezza in uno spreco e, potenzialmente, in un pericolo sia per gli animali sia per escursionisti e turisti.
Anche l’impostazione “burocratica” del provvedimento: assicurazione e microchip sì, ma nessuna garanzia reale di efficacia contro i lupi e nessuna formazione obbligatoria per gli allevatori. Una soluzione che rischia di alimentare il conflitto uomo-lupo invece di ridurlo.
Le domande per accedere ai fondi scadono a marzo 2026, ma il dibattito politico e animalista è già rovente: protezione del bestiame o regalo mal progettato agli allevatori?