M5S, Beppe Grillo porta in tribunale Giuseppe Conte: scontro legale su nome e simbolo del Movimento

Grillo cita Conte: battaglia legale a Roma per il possesso del logo M5S. Il Garante reclama la paternità del brand contro l’attuale leadership

M5S, Beppe Grillo porta in tribunale Giuseppe Conte: scontro legale su nome e simbolo del Movimento

La contesa interna al Movimento 5 Stelle approda nelle aule giudiziarie. Il fondatore Beppe Grillo ha avviato un’azione legale contro l’attuale presidente del partito, Giuseppe Conte, con l’obiettivo di rivendicare la titolarità del simbolo e del nome del Movimento 5 Stelle, a riferirlo è Sky tg24.

Secondo quanto emerso, l’atto di citazione è stato notificato alla sede del Movimento e la prima udienza è stata fissata per luglio 2026 presso il Tribunale di Roma. Sarà quindi un giudice a stabilire se la leadership guidata da Conte potrà continuare a utilizzare denominazione e simbolo del partito fondato nel 2009 dallo stesso Grillo.

L’iniziativa giudiziaria segna un ulteriore irrigidimento dei rapporti tra il fondatore e l’ex presidente del Consiglio, già da tempo su posizioni divergenti circa la direzione politica e organizzativa del Movimento. Al centro della disputa vi è il controllo dell’identità formale del partito, elemento cruciale sia sul piano politico sia su quello giuridico.

A sostenere pubblicamente la posizione di Grillo è intervenuto l’ex parlamentare pentastellato Marco Bella, che sui social ha definito la battaglia legale “difficile, lunga e complessa”, sottolineando come il fondatore sia “costretto ancora una volta a metterci risorse proprie”. Bella ha inoltre rivolto un appello alla dirigenza attuale affinché restituisca simbolo e nome a Grillo, invitando le parti a intraprendere percorsi separati.

La vicenda giudiziaria si inserisce in una fase particolarmente delicata per il Movimento 5 Stelle. Giuseppe Conte è infatti impegnato nella campagna per le primarie interne, con una linea politica che punta a rafforzare l’identità progressista del partito. In questo contesto si colloca anche l’annuncio dell’uscita del suo nuovo libro, prevista per il 14 aprile, dal titolo “Una nuova primavera. La mia storia, i nostri valori, la sfida progressista per l’Italia”, nel quale l’ex premier ripercorre la propria esperienza personale e politica, inclusi i passaggi che hanno portato alla rottura con Grillo.

L’esito della causa potrebbe avere conseguenze rilevanti non solo sul piano legale, ma anche sugli equilibri politici interni al Movimento. La decisione del tribunale sarà determinante per chiarire chi avrà il diritto di rappresentare formalmente il simbolo e l’eredità politica del M5S.