Il referendum sulla riforma della magistratura divide il Paese in modo quasi perfettamente speculare. È quanto emerge dal sondaggio realizzato da Eumetra per la trasmissione “PiazzaPulita”, con rilevazione effettuata il 17 e 18 febbraio 2026 su un campione nazionale di 800 casi.

Alla domanda “Referendum: riforma della magistratura, sì o no?”, il 50,4 per cento degli intervistati si dichiara favorevole, mentre il 49,6 per cento si esprime per il no. Uno scarto di appena 0,8 punti percentuali che fotografa una sostanziale parità tra le due opzioni.
Il dato evidenzia un livello elevato di polarizzazione su un tema istituzionale di forte impatto politico. Non emerge, allo stato attuale, una maggioranza consolidata in grado di orientare con chiarezza l’esito del voto: la distanza tra sì e no è minima e rientra in un quadro di equilibrio estremamente fragile.
La rilevazione è stata condotta con metodologia CAWI e presenta un margine di errore dichiarato pari a ±4 per cento. In un contesto di differenza inferiore a un punto percentuale, il margine statistico assume un peso rilevante nella lettura del risultato, rendendo lo scenario aperto.
Il sondaggio restituisce dunque un’Italia divisa in due sul referendum relativo alla riforma della magistratura, con un confronto che, alla luce dei numeri attuali, si preannuncia incerto fino alla consultazione.