I tre sommozzatori finlandesi inviati da Dan Europe hanno portato in superficie i primi due corpi dei sub italiani morti nella grotta di Alimathà, alle Maldive. Si tratta, secondo quanto riportato da TGcom24 e Sky TG24, del biologo marino Federico Gualtieri e della docente universitaria Monica Montefalcone. Le altre due salme, quelle di Giorgia Sommacal e Muriel Oddenino, verranno probabilmente recuperate domani con operazioni analoghe. Dan Europe definisce le operazioni “tecnicamente complesse”.

I corpi erano stati individuati lunedì mattina in un cunicolo nei pressi della terza camera della cosiddetta "Grotta degli squali", a oltre 60 metri di profondità nel canale Dekunu Kandu, vicino all'isola di Alimathà, a circa un'ora di distanza dalla capitale Malé. Quando sono stati trovati, i quattro corpi erano uno vicino all'altro.

“La missione si sposta alla fase successiva”, ha dichiarato il portavoce del governo delle Maldive Mohammed Hussain Sharif a RaiNews24. “Ieri i sub sono stati in grado di localizzare i quattro corpi e oggi iniziamo il recupero. I corpi erano tutti insieme nel terzo settore della grotta”.

Chi sono i sommozzatori finlandesi

A trovare i corpi è stata una squadra di tre subacquei finlandesi inviati da DAN Europe, l'organizzazione internazionale no-profit che si occupa di sicurezza subacquea, come ricostruito dal Post. La squadra è guidata da Sami Paakkarinen e comprende Jenni Westerlund e Patrik Grönqvist. I sommozzatori finlandesi sono considerati tra i più esperti al mondo nelle immersioni in ambienti estremi, dal mar Baltico alle grotte sommerse sotto il ghiaccio.

Paakkarinen è uno degli istruttori di immersioni più stimati a livello europeo, con grande esperienza nell'esplorazione di relitti della Seconda guerra mondiale e nella mappatura di grotte in tutto il mondo. Westerlund è specializzata nei cosiddetti "ambienti ostruiti", quelli in cui il sub non può emergere verticalmente perché sovrastato da rocce o ghiaccio. Grönqvist è un vigile del fuoco sommozzatore con vent'anni di esperienza in grotte, miniere e relitti.

I tre hanno già affrontato operazioni simili: nel 2014 recuperarono in segreto i corpi di due sommozzatori morti in una grotta sommersa in Norvegia, in un'operazione non autorizzata perché le autorità locali l'avevano ritenuta troppo rischiosa. La vicenda è raccontata nel documentario Diving into the Unknown.

Come funziona l'immersione

La grotta di Alimathà è lunga tra i 200 e i 250 metri, si sviluppa in tre ambienti collegati da strettoie larghe tra due metri e mezzo e tre metri. Il primo ambiente è illuminato dalla luce esterna, dalla seconda cavità in poi è necessaria una torcia.

L'immersione di lunedì, durata tre ore, è servita a localizzare i dispersi senza avviare il recupero. Per operazioni così profonde i sommozzatori finlandesi usano i rebreather, sistemi a circuito chiuso che reimmettono il gas espirato nel sistema dopo aver rimosso l'anidride carbonica. Questo consente immersioni fino a quattro ore, contro i 45-60 minuti dei sistemi tradizionali a circuito aperto usati dai sub italiani. La squadra utilizza anche scooter subacquei per muoversi controcorrente senza affaticarsi.

Laura Marroni, CEO di Dan Europe, ha descritto ai microfoni di Sky TG24 l'ambiente come “ostruito” e l'immersione come “complessa”. Tra i rischi maggiori c'è quello della decompressione: lo dimostra la morte di Mohamed Mahadi, sommozzatore delle forze armate maldiviane morto durante la lenta risalita nelle prime fasi delle ricerche.

Il nodo delle autorizzazioni

Resta aperta la questione dei permessi. Il governo di Malè ha dichiarato che solo la professoressa Montefalcone e i due ricercatori erano in possesso delle autorizzazioni necessarie per l'immersione. L'operatore dello yacht ha però precisato che il dive master Gianluca Benedetti, il cui corpo è già stato recuperato, “non ne aveva bisogno”.

La salma di Benedetti tornerà in Italia oggi, con partenza intorno alle 19.20 su un volo Turkish Airlines via Istanbul.

Recuperare l'attrezzatura sarà fondamentale. Ogni sub porta con sé un computer subacqueo che registra profondità e tempi. Potrebbe essere l'unico modo per capire cosa è andato storto.