Medicina e intelligenza artificiale: a Bruxelles il futuro della salute europea

Convegno a Bruxelles mostra come l’AI può supportare medici e pazienti nella sanità europea

Medicina e intelligenza artificiale: a Bruxelles il futuro della salute europea

Non è una bacchetta magica, ma l’intelligenza artificiale può diventare un aiuto concreto per il sistema sanitario. È stato questo il cuore del convegno “AI e Medicina”, tenutosi martedì 3 marzo 2026, presso la sede dell’Europarlamento a Bruxelles. L’iniziativa, come riporta Brindisi Report, è stata promossa dall’eurodeputata brindisina Valentina Palmisano (M5S - The Left) e coordinata dal professor Giulio Sozzi, direttore di Ostetricia e Ginecologia a indirizzo Oncologico presso la Fondazione Istituto Giglio di Cefalù e docente alla Saint Camillus International University of Health Sciences di Roma.

Il convegno ha messo in evidenza come l’AI sia già oggi una realtà nella medicina: dai simulatori robotici che aiutano a formare giovani chirurghi alle analisi dei dati sanitari, uniformi e confrontabili a livello mondiale. In pratica, i medici non si confrontano più solo con la propria esperienza, ma con un “gold standard” globale, prevenendo eventi avversi prevedibili e migliorando la qualità delle cure.

Valentina Palmisano ha evidenziato anche il legame tra intelligenza artificiale e normativa europea. La parlamentare ha recentemente presentato un’interrogazione per mettere in luce le differenze tra le legislazioni nazionali sulla responsabilità medica, con l’obiettivo di armonizzare le regole in tutta l’UE. “Giocare d’anticipo significa fornire ai medici gli strumenti per guidare l’innovazione, invece di subirla”, ha spiegato Palmisano.

Il professor Sozzi ha ricordato il contributo del compianto professor Giovanni Scambia, precursore dell’uso dell’AI in medicina, e ha mostrato esempi concreti di come la tecnologia possa sostenere ospedali e formazione. L’intelligenza artificiale può infatti colmare carenze strutturali come la mancanza di personale e velocizzare la formazione pratica di nuovi professionisti.

Un altro punto centrale del convegno è stato l’utilizzo dei dati sanitari. L’idea è che tutti i dati raccolti nelle strutture sanitarie possano essere resi disponibili in forma standardizzata e open source, a beneficio di medici, ricercatori e cittadini. In questo modo, la tecnologia diventa uno strumento per migliorare la salute pubblica con trasparenza, cooperazione internazionale e un approccio preventivo ai rischi.