Giorgia Meloni mette nero su bianco la posizione dell'Italia in una lettera indirizzata alla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, secondo quanto riportato da Sky TG24: la deroga al Patto di stabilità prevista per la difesa va estesa anche alle spese per la crisi energetica. Altrimenti, avverte la premier, “sarebbe molto difficile spiegare all'opinione pubblica” un eventuale ricorso al programma Safe, lo strumento europeo da 150 miliardi lanciato per finanziare la spesa militare degli Stati membri, da parte dell'Italia.
La lettera formalizza per la prima volta una minaccia concreta: l'Italia rischia seriamente di non attivare il Safe, che per la Commissione è un tassello cruciale nella costruzione dell'autonomia strategica europea. Con la crisi iraniana ancora aperta e i prezzi dell'energia elevati, Meloni chiede a Von der Leyen “il coraggio politico di riconoscere che oggi anche la sicurezza energetica è una priorità strategica europea”.
La risposta di Bruxelles: per ora no
La Commissione non sembra intenzionata a cedere. “La nostra posizione non è cambiata. Al momento non stiamo includendo la Clausola di salvaguardia nazionale tra le opzioni per affrontare la crisi energetica”, ha dichiarato un portavoce. All'iniziale richiesta italiana di una deroga ad hoc per l'energia, Bruxelles ha sempre risposto con un rifiuto netto. Uno spiraglio potrebbe aprirsi sull'estensione della deroga già esistente per il Safe, ma la trattativa resta difficile.
I conti pubblici e la scadenza del 22 maggio
La partita ha implicazioni dirette sui conti italiani. L'estensione della deroga permetterebbe al governo di utilizzare parte dei 14,9 miliardi assegnati dal Safe per la crisi energetica. La proroga del taglio alle accise scade il 22 maggio e l'Italia, ancora sotto procedura di infrazione, ha margini fiscali vicini allo zero. Senza la sponda europea, l'ultima manovra prima delle elezioni rischia di trasformarsi in un boomerang per Meloni.
La politica interna
La lettera arriva dopo giorni di tensioni interne al governo. Il ministro della Difesa Guido Crosetto aveva sollecitato due volte il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti per sapere come procedere con l'attivazione dei contratti per la difesa previsti dal programma Safe, necessitando del via libera del Mef. La risposta è arrivata direttamente da Meloni. Fonti della Lega spiegano che la lettera “sposa totalmente i suggerimenti” del partito di Salvini. Il capodelegazione di Fratelli d'Italia al Parlamento Europeo Nicola Procaccini assicura che sarà “al centro della Plenaria di Strasburgo”.
Il negoziato europeo
La trattativa si annuncia complessa. I Paesi frugali, Germania in testa, sono contrari. Francia e Grecia spingono invece per una soluzione diversa: nuovo debito comune per affrontare gli effetti della crisi energetica. Da qui al Consiglio europeo di giugno, l'Italia dovrà cercare alleati tra i grandi Paesi dell'Ue per evitare un vicolo cieco.