Michele De Palma, segretario generale della FIOM-CGIL, ha commentato i dati emersi da un’analisi del centro studi del sindacato sulla situazione dell’industria metalmeccanica italiana, come riportato dall’agenzia LaPresse.
Lo studio prende in esame il periodo compreso tra novembre 2022 e gennaio 2026, durante il governo guidato da Giorgia Meloni, e rileva 255 acquisizioni di maggioranza e 60 di minoranza di imprese metalmeccaniche italiane da parte di soggetti esteri. A queste si aggiungono 16 operazioni di incremento di capitale e 3 joint venture.
Tra le operazioni citate figura quella relativa a Iveco, per la quale è in via di completamento l’acquisizione da parte del gruppo indiano Tata Motors. Risulta invece già conclusa l’acquisizione di Piaggio Aero da parte dell’azienda turca Baykar Makina.
Secondo il segretario, i dati confermerebbero una tendenza alla perdita di controllo nazionale su una parte significativa del tessuto industriale. “Non basta chiamare il ministero dello Sviluppo ministero del Made in Italy per salvaguardare l’industria italiana”, ha affermato, sottolineando come il fenomeno riguardi “la perdita di decine di gruppi”.
Nel corso della conferenza stampa, il segretario generale della Fiom ha inoltre richiamato il tema della dimensione media delle imprese italiane. “Il problema dell’Italia è il nanismo industriale: piccolo non è bello, è un problema. Significa non avere la capacità di fare investimenti ed economie di scala”, ha dichiarato.