La tendenza social dal mondo beauty, al mondo artistico a quello del travel e del fitness è cambiata, sotto la lente d’ingrandimento ci sono i micro-influencer.
Il popolo dei social si è stancato della narrativa dei grandi influencer che promuovono stili di vita ridondanti di ostentazione, che promuovono brand di iper-lusso, vacanze da sogno ed esperienze che, un comune mortale, non potrebbe mai permettersi. Si è aperta una nuova finestra di creator digitali che affascina gli utenti, ragazzi che hanno dai 1.000 ai 100.000 follower sulle piattaforme, persone normali, con interessi normali che fanno vedere la loro vita più “vera” rispetto a quello a cui si era abituati fino ad oggi.
Si passa dalla passione per la corsa, con i ragazzi che fanno vedere i paesaggi che attraversano durante i loro allenamenti, a ragazze che raccontano la loro normale vita dalla commessa, al postino, alla cameriera con l’aggiunta di una passione, che va dal lavorare con l’uncinetto, a modellare la creta all’unboxing di un semplice pacco di carte o di trucchi.
E’ nel mondo fashion, in particolare che si è visto questo netto cambio di rotta, da quando persone in fila, per un qualsiasi motivo, vedono davanti altre dieci individui vestiti come a loro, non con lo stesso stile ma con gli stessi abiti indosso; questo ha fatto accendere una lampadina nella testa di molti osservatori facendo così esplodere questi nuovi personaggi, normali e particolari nel loro piccolo, perché non incentrati al 100% sul lavoro digitale facendo nascere così anche nuove mode.
Queste tendenze variano, dal ricercare abiti in mercatini vintage fisici o online, all’upcycling (riutilizzo e ammodernamento creativo di vecchi oggetti così da renderli nuovi e unici), fino alla ricerca spasmodica di vecchissimi accessori negli armadi delle nonne.
Far parte di un gruppo vuol dire appartenenza, calore, un insieme che dà un senso di sicurezza alla persona che vive in questo modo. Forse nel 2026 significa anche essere uguali a sé stessi e ad un milione di altre persone andando a minare l’individualità personale, è per questo che si è iniziata a sentire la necessità di cercare qualcosa di diverso, anche se, tutto sommato, normale. Una persona senza filtri che ci ricorda che si possono avere le più disparate passioni senza vergognarsi e senza per forza essere performanti o i migliori in quel campo.
Basta la passione, il proprio senso estetico e la sicurezza in se stessi, anche se è stata minata da anni di pubblicità e messaggi inducevano a sentirsi sbagliati, in un modo o nell’altro. L’importante è cominciare.
Micro-influencer: il ritorno all’autenticità social
I micro-influencer conquistano i social: autenticità, quotidianità e creatività sostituiscono il lusso ostentato dei grandi creator