Il Parlamento Europeo ha approvato nuove regole per le procedure d’asilo, aggiornando la lista dei Paesi considerati sicuri e stabilendo norme più chiare per i Paesi terzi sicuri, dai quali transitano i richiedenti asilo. L’obiettivo è rendere le procedure più veloci e gestire meglio i flussi migratori.
Tra i Paesi di origine sicuri ci sono Bangladesh, Kosovo, Colombia, Marocco, Egitto, Tunisia e India, mentre anche Paesi candidati all’adesione all’Ue, come l’Albania, rientrano nelle nuove regole. Le domande di asilo provenienti da questi Stati saranno esaminate con procedure accelerate, mentre i rimpatri potranno avvenire più rapidamente. Gli Stati membri potranno anche concludere accordi con Paesi terzi per valutare le richieste direttamente sul loro territorio, tenendo conto di legami familiari, culturali o permanenze precedenti.
L’eurodeputato di Fratelli d’Italia Alessandro Ciriani ha spiegato che queste misure rappresentano un passo importante per l’Europa, perché permettono di gestire in maniera attiva i flussi migratori invece di subirli passivamente, offrendo una risposta chiara e condivisa a un fenomeno complesso.
Critiche arrivano dalle opposizioni. L’eurodeputata di Alleanza Verdi e Sinistra Cecilia Strada ha dichiarato che le nuove norme rischiano di smantellare il diritto d’asilo in Europa, privilegiando respingimenti e deportazioni di massa.
La Commissione europea monitorerà i Paesi inclusi nella lista e potrà decidere temporaneamente che uno Stato non sia più sicuro o proporne la rimozione permanente. Gli Stati membri avranno anche la possibilità di designare altri Paesi sicuri a livello nazionale, esclusi quelli già nell’elenco comune Ue.
Il governo italiano, attraverso il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, ha definito le nuove regole una “svolta significativa”, sottolineando il ruolo dell’Italia nell’influenzare le politiche migratorie europee.