Milano-Cortina: dietro lo sport si negozia la pace

Alla cena di gala non solo medaglie. Trump manda il vice e un elenchetto di nomi

Milano-Cortina: dietro lo sport si negozia la pace

Milano e Cortina si preparano a diventare non solo capitali dello sport mondiale, ma anche crocevia della diplomazia e del dialogo internazionale. In vista delle Olimpiadi Invernali Milano-Cortina 2026, numerosi capi di Stato e rappresentanti istituzionali sono attesi in Italia con un obiettivo che va oltre le medaglie: trasformare i Giochi in un grande appello globale alla pace.

L’atmosfera che accompagnerà l’evento olimpico sarà carica di simboli. Le luci delle piste e gli stadi gremiti faranno da cornice a un messaggio più profondo: in un mondo attraversato da guerre e tensioni, lo sport può ancora essere terreno neutrale, spazio di incontro e tregua.

La voce del CIO e il richiamo di Mattarella

Questo spirito è stato ribadito con forza durante la 145ª Sessione del Comitato Olimpico Internazionale (CIO), alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. In quell’occasione è arrivato un appello chiaro e solenne: la Tregua Olimpica deve essere rispettata ovunque e la “forza disarmata dello sport” deve prevalere sulle armi.

Non un semplice auspicio, ma una chiamata alla responsabilità rivolta alla comunità internazionale. Il messaggio è che le Olimpiadi non sono solo competizione, ma un linguaggio universale capace di unire popoli divisi, almeno per il tempo dei Giochi.

Alla cena di gala arriva Vance (e non solo)

Gli Stati Uniti saranno rappresentati dal vicepresidente JD Vance. Donald Trump ha scelto di non partecipare personalmente alla cerimonia inaugurale, delegando il suo vice, partito da Washington mercoledì sera insieme alla moglie Usha Vance. Vance assisterà all’inaugurazione di venerdì e prenderà parte agli appuntamenti istituzionali collegati ai Giochi.

La sua presenza si inserisce in un clima di attenzione e cautela: le autorità italiane e statunitensi temono possibili contestazioni legate soprattutto alla visibilità degli agenti americani impegnati nei dispositivi di sicurezza.

Alla cena di gala non ci saranno solo medaglie e brindisi, ma un vero parterre politico-diplomatico. Oltre a Vance, sono attesi:

  • rappresentanti del Comitato Olimpico degli Stati Uniti;
  • membri di spicco della delegazione diplomatica americana a Roma;
  • esponenti del governo italiano e del Comitato Organizzatore;
  • vertici del CIO e dei principali comitati olimpici nazionali;
  • capi di Stato e ministri di Paesi chiave per gli equilibri internazionali.

Un mosaico di presenze che conferma come Milano-Cortina sia anche un tavolo, formale e informale, di dialogo globale.

Un messaggio che va oltre i Giochi

Mentre gli atleti si preparano a scendere in pista e le città ospitanti completano gli ultimi allestimenti, l’Italia si appresta ad accogliere il mondo con un invito chiaro: deporre, almeno per un attimo, le divisioni e lasciare che lo sport parli al posto delle armi.

Milano-Cortina 2026 si candida così a essere molto più di un’Olimpiade invernale: un capitolo di speranza, in cui lo spirito olimpico torna a farsi ponte tra le nazioni.