Le Olimpiadi di Milano-Cortina hanno sicuramente dato uno slancio alla città, una "botta di autostima" alla percezione dei cittadini milanesi, si è anche innescata una "guerra" indiretta con la Capitale che ora vorrebbe ospitarle per rinnovare i fasti che innescarono quelle del 1960. Ma Roma resta il cervello del Paese. Certo l'evento ha innescato un sano meccanismo di competizione, ma i ruoli delle due città rimangono sempre chiari e distinti.
Queste le riflessioni del sociologo e sondaggista Renato Mannheimer nel tracciare una prima analisi di Milano-Cortina 2026. “I Giochi hanno contribuito al percorso già in atto da tempo di rilancio della città. Si sono rivelati un evento molto efficace e sono peraltro riusciti molto bene. E questo ha dato un’immagine positiva della capacità organizzativa della città”. Pollice in su anche per le infrastrutture, che non saranno cattedrali nel deserto: “Sono percepite come opere durature. La percezione da parte dei cittadini è positiva. Però potrebbe mutare nel corso del tempo”, mette in guardia il sondaggista.
Concludendo queste osservazioni positive, Mannheimer suggerisce di restare però con i piedi per terra. Perché è vero che “è stato rafforzato l’orgoglio dei cittadini per Milano”. Ed è certo anche che interventi come il palazzetto in Santa Giulia sono stati alla fine accolti in maniera positiva. Ma i temi fondamentali per i milanesi rimangono altri: “La sicurezza, il traffico, l’inquinamento, l’occupazione e il prezzo degli affitti attualmente fuori controllo”.
Interrogato sul tema del derby con Roma: "Le Olimpiadi hanno in qualche modo spostato gli equilibri? “La politica italiana si svolge completamente nella Capitale. E Milano resta dipendente, sempre da un punto di vista politico, da Roma, anche se il capoluogo lombardo ha una sua autonomia e indipendenza. Quindi i rapporti di forza non sono cambiati in maniera sensibile. Le Olimpiadi hanno dato grande risalto alla città. E infatti ora si pensa di tornare a proporle anche a Roma.” Giulio Andreotti diceva che a pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca, perchè a nessuno sfugge che l'attuale compagine di Governo è composta in gran parte da politici romani.