Si concentra sugli enti locali una parte rilevante delle modifiche in arrivo al Dl Milleproroghe, mentre alla Camera si registra un nuovo slittamento dei lavori. Le Commissioni Affari costituzionali e Bilancio riprenderanno l’esame in serata, in attesa di un pacchetto di emendamenti annunciato dai relatori Mauro D’Attis, Alessandro Colucci, Simona Bordonali e Giovanni Luca Cannata.
Tra gli interventi attesi figura la conferma delle tariffe Tari comunicate in ritardo dagli enti locali al Ministero dell’Economia. La norma punta a evitare effetti distorsivi sui bilanci comunali e possibili contenziosi con i contribuenti, salvaguardando gli atti adottati oltre i termini ordinari. Si tratta di un passaggio delicato per molti Comuni che, complice la complessità dei piani economico finanziari del servizio rifiuti e i ritardi nelle approvazioni, rischiavano di dover rivedere le tariffe con impatti significativi sugli equilibri di bilancio.
Nel pacchetto dei relatori dovrebbero inoltre trovare spazio misure sugli ammortizzatori sociali richieste dal Ministero del Lavoro, con ricadute indirette anche sui territori, e uno stanziamento superiore ai 50 milioni destinato agli aiuti sanitari all’Ucraina. Non sarebbero invece inclusi interventi sul bonus fiscale per le assunzioni nell’area Zes né sull’obbligo di polizza assicurativa per i dirigenti pubblici che gestiscono fondi sottoposti al controllo della Corte dei conti.
Resta da sciogliere il nodo relativo al rinvio della portabilità dei fondi pensione verso fondi bancari, assicurativi o piani individuali pensionistici, su cui sono stati accantonati emendamenti sia di maggioranza sia di opposizione e che saranno sottoposti al voto delle Commissioni.
Il riassetto dei lavori parlamentari incide sul calendario dell’Aula di Montecitorio. La Conferenza dei capigruppo è chiamata a ridefinire i tempi e non si esclude uno slittamento della discussione in Assemblea a venerdì mattina, con eventuale voto di fiducia lunedì 23. Il decreto dovrà in ogni caso essere convertito in legge entro il primo marzo, dopo il via libera definitivo del Senato.