Mine nello Stretto di Hormuz: l'Iran alza la posta

Fonti dell'intelligence Usa al New York Times: Teheran ha iniziato l'operazione. Il petrolio vola oltre 100 dollari

Mine nello Stretto di Hormuz: l'Iran alza la posta

Nuova escalation nel Golfo Persico. Secondo fonti dell'intelligence statunitense citate dal New York Times e dalla CNN, l'Iran avrebbe iniziato a posare mine navali nello Stretto di Hormuz, uno dei punti strategici più delicati per il commercio energetico globale.

Il canale marittimo, che collega il Golfo Persico all'Oceano Indiano, è il passaggio obbligato per circa un quinto del petrolio mondiale. L'operazione iraniana segna un ulteriore aumento delle tensioni nel confronto con Stati Uniti e Israele.

Teheran avrebbe già posato alcune decine di mine nel tratto di mare, ma le capacità militari iraniane resterebbero in gran parte intatte: tra l'80 e il 90% delle imbarcazioni e dei posamine sarebbe ancora operativo. Questo significa che, almeno in teoria, l'Iran potrebbe arrivare a disseminare centinaia di ordigni navali, rendendo estremamente pericoloso il traffico marittimo nello stretto.

La risposta americana non si è fatta attendere: Washington avrebbe colpito e distrutto alcune navi iraniane di grandi dimensioni utilizzate nelle operazioni. Ma secondo la CNN, l'Iran avrebbe adattato rapidamente la strategia, iniziando a usare imbarcazioni più piccole, molto più difficili da individuare e neutralizzare. Un gioco di inseguimento navale nel Golfo che non accenna a fermarsi.

Non è la prima volta che Teheran ricorre alle mine nello stretto. Durante la guerra Iran-Iraq negli anni Ottanta, una mina iraniana colpì la fregata americana USS Samuel B. Roberts. La risposta dell'allora presidente Ronald Reagan fu immediata: gli Stati Uniti affondarono tre navi da guerra iraniane e distrussero tre piattaforme petrolifere utilizzate per operazioni militari.

Le tensioni stanno già avendo effetti sui mercati energetici: il Brent ha superato i 100 dollari al barile, mentre l'Agenzia Internazionale dell'Energia stima che dal Golfo Persico stiano uscendo circa 10 milioni di barili al giorno in meno. Nel frattempo la nuova Guida Suprema iraniana Mojtaba Khamenei, nel suo primo messaggio alla nazione, è stato netto: lo Stretto di Hormuz deve restare chiuso.

Una dichiarazione che rischia di alimentare ulteriormente la crisi e di trasformare uno dei corridoi energetici più importanti del pianeta in un nuovo fronte della tensione internazionale.