Mondiali 2026, l’ombra del ritiro dell’Iran: spunta l’ipotesi ripescaggio

Teheran minaccia il boicottaggio del torneo negli Stati Uniti. Tra ranking e regolamenti vaghi, qualcuno immagina anche uno spiraglio per l’Italia

Mondiali 2026, l’ombra del ritiro dell’Iran: spunta l’ipotesi ripescaggio

L’ipotesi è ancora lontana dalla realtà, ma basta una dichiarazione per riaprire scenari inattesi. L’eventuale ritiro dell’Nazionale di calcio dell'Iran dai Coppa del Mondo FIFA 2026, evocato dal ministro dello Sport di Teheran dopo i bombardamenti statunitensi, ha già innescato il dibattito su chi potrebbe prendere il posto del “Team Melli”.

Al momento non esiste alcuna decisione ufficiale, ma la sola ipotesi ha riacceso le discussioni sul possibile ripescaggio di altre Nazionali. Tra queste, qualcuno cita anche la Nazionale di calcio dell'Italia, che tuttavia non è ancora fuori dalla corsa alla qualificazione. La squadra guidata da Gennaro Gattuso giocherà il 26 marzo la semifinale dei playoff europei contro l'Irlanda del Nord. In caso di vittoria, gli azzurri affronterebbero la vincente tra Bosnia ed Erzegovina e Galles per l’ultimo pass disponibile.

Un’eventuale eliminazione rappresenterebbe il terzo fallimento consecutivo dopo quelli del 2017 contro la Svezia e del 2021 contro la Macedonia del Nord. Solo a quel punto la FIGC potrebbe guardare con interesse a un possibile ripescaggio.

Il problema è che il regolamento della FIFA non prevede una procedura dettagliata per questi casi. L’unico riferimento è l’articolo 6.7, secondo cui, se una squadra qualificata si ritira o non può partecipare, l’organismo organizzatore può decidere "a propria esclusiva discrezione" come intervenire.

Tra le ipotesi più realistiche c’è la sostituzione all’interno della stessa confederazione asiatica. In questo scenario l’Iraq, destinata allo spareggio intercontinentale, potrebbe prendere il posto dell’Iran nel gruppo con il Belgio, Egitto e Nuova Zelanda.

Un’altra possibilità sarebbe invece quella di utilizzare il ranking mondiale. In quel caso il 13° posto dell’Italia potrebbe avere un peso: gli azzurri sono infatti la prima Nazionale non qualificata nella top 20.

La priorità, per l’Italia, è evitare calcoli e conquistare sul campo l’accesso al Mondiale che si giocherà tra Stati Uniti, Messico e Canada dall’11 giugno al 19 luglio 2026.