Aveva 76 anni, figura di spicco nel panorama politico e sindacale italiano. Nata a Treviglio, la sua carriera rappresenta un esempio di ascesa basata sul merito sul campo, dal comparto istruzione ai vertici dello Stato.
Una carriera dedicata al lavoro e all’emancipazione
La formazione di Fedeli affonda le radici nella CGIL, dove ha ricoperto incarichi di crescente responsabilità, iniziando dal settore pubblico come membro della segreteria nazionale della Federazione lavoratori pubblico impiego a partire dal 1982. La sua esperienza si è poi ampliata su scala europea, assumendo ruoli dirigenziali nella Federazione europea dei sindacati con un focus pionieristico sulla parità di genere. Accanto all’impegno sindacale, Fedeli ha consolidato il suo attivismo sociale co-fondando nel 2018 il movimento "Se non ora quando", affermandosi come punto di riferimento per la promozione dell’emancipazione femminile.
Innovazione istituzionale e tutela dei diritti
Eletta al Senato nel 2013 con il PD, Fedeli ha lasciato un’impronta significativa nelle procedure di Palazzo Madama. In qualità di Vicepresidente vicaria, nel 2015 ha introdotto l’ammissibilità degli emendamenti "predittivi", superando lo stallo istituzionale generato dall’ostruzionismo massivo sulla legge elettorale. Parallelamente, ha promosso la prima Commissione d’inchiesta sul femminicidio, che oggi opera come organo bicamerale permanente, confermando il suo impegno costante nella tutela delle donne e nella lotta per i diritti civili.
Leadership pragmatica e resilienza
Sotto l’esecutivo presieduto da Paolo Gentiloni, Fedeli ha guidato il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR) distinguendosi per un approccio pragmatico e una presenza costante negli uffici di Viale Trastevere fin dalle prime ore del mattino. La sua gestione si è caratterizzata anche per la resilienza politica: ha affrontato con determinazione le polemiche sul suo titolo di studio, sottolineando come le competenze maturate attraverso l’esperienza diretta e l’impegno sindacale costituissero la vera leva per guidare il sistema educativo nazionale.