La notizia della morte di Umberto Bossi, storico fondatore della Lega Nord e figura chiave della politica italiana degli ultimi decenni, è stata accompagnata non solo da messaggi di cordoglio e ricordo, ma anche da forti polemiche, esplose in particolare sui social network.
A scatenare le reazioni più accese è stato un post pubblicato sulla pagina ufficiale di "Potere al Popolo", formazione politica della sinistra radicale. L'immagine, ampiamente condivisa e commentata, conteneva un testo dal tono inequivocabile: "È morto colui che ci ha messo gli uni contro gli altri, ci ha rubato 49 milioni e in cambio ci ha regalato Matteo Salvini. Di sicuro non ci mancherà."
La reazione al post è stata immediata e polarizzata. Da una parte, sostenitori di Potere al Popolo e critici di Bossi hanno condiviso e commentato positivamente il messaggio, ritenendolo una sintesi efficace di una visione critica della figura del fondatore della Lega. Dall'altra, esponenti della Lega e di altre forze politiche, oltre a numerosi cittadini, hanno condannato il tono e il contenuto del post, giudicandolo inappropriato e offensivo, soprattutto nel giorno della scomparsa di Bossi.
Molti hanno sottolineato come, indipendentemente dal giudizio politico, sia necessario rispetto di fronte alla morte. Altri hanno ricordato come Bossi, pur con i suoi difetti e le sue posizioni controverse, abbia comunque segnato una fase importante della storia italiana e dato voce a istanze di cambiamento.