È morto Valentino Bortoloso, il partigiano condannato per l’eccidio di Schio

Morto a 103 anni Valentino Bortoloso “Teppa”, partigiano condannato per l’eccidio di Schio del 1945.

È morto Valentino Bortoloso, il partigiano condannato per l’eccidio di Schio
Immagine ripresa da ecovicentino.it

Si è spento all'età di quasi 103 anni, Valentino Bortoloso, conosciuto con il nome di battaglia “Teppa”, partigiano della Brigata Garibaldi “Martiri della Val Leogra” e figura tra le più discusse della storia scledense del dopoguerra. Si è spento nella struttura residenziale “La Casa” di Schio.
Bortoloso fu tra i protagonisti della Resistenza nel Vicentino e prese parte alle operazioni che portarono alla liberazione del territorio dal nazifascismo. Il suo nome, tuttavia, resta legato soprattutto all’eccidio di Schio, avvenuto nella notte tra il 6 e il 7 luglio 1945, quando un gruppo di ex partigiani fece irruzione nel carcere cittadino uccidendo 54 detenuti e ferendone altri.
Per quei fatti Bortoloso fu processato da un tribunale alleato e condannato alla pena di morte. La sentenza venne successivamente commutata in ergastolo. Rimase in carcere per circa dieci anni, fino a quando beneficiò dell’amnistia che gli consentì di tornare in libertà.
Negli anni successivi il suo nome tornò al centro del dibattito pubblico anche in relazione alla Medaglia della Liberazione: inizialmente inserito tra i destinatari dell’onorificenza, il riconoscimento gli fu poi revocato in seguito alle polemiche sollevate per il suo coinvolgimento nell’eccidio.
La sua scomparsa riporta alla memoria una delle pagine più complesse e dolorose della storia locale e nazionale del secondo dopoguerra. La figura di Bortoloso rimane divisiva: per alcuni un combattente della Resistenza, per altri un protagonista di un tragico episodio di giustizia sommaria che segnò profondamente la comunità di Schio.