No Kings Italia: chi sono e cosa vogliono i protagonisti della nuova piazza

I No Kings Italia sfidano guerre, autoritarismo e riarmo globale, trasformando indignazione in azione concreta

No Kings Italia: chi sono e cosa vogliono i protagonisti della nuova piazza

Nati sull'onda del movimento americano contro Donald Trump, i No Kings Italia hanno costruito in pochi mesi una rete di oltre 700 sigle tra associazioni, sindacati e movimenti, diventando uno dei fronti più discussi nel panorama politico e civile del Paese. Un percorso che da Roma si estende a Londra e oltre, unendo reti pacifiste, realtà associative e forze politiche contro guerra, riarmo e derive autoritarie.

Da dove viene il nome

Il nome "No Kings" nasce negli Stati Uniti come simbolo di opposizione alle derive autoritarie della presidenza Trump. Nel 2025, il movimento ha promosso manifestazioni contro l'autoritarismo, culminate con oltre 2mila eventi in tutti gli USA il giorno del compleanno del presidente, il 14 giugno. L'idea ha poi attraversato l'oceano e ha trovato terreno fertile anche in Europa.

Chi sono in Italia

In Italia, il movimento è molto variegato: comprende centri sociali, Arci, alcune categorie della Cgil, partiti di opposizione, ma anche realtà giovanili come Friday for Future e associazioni studentesche, preoccupate per il ritorno della leva militare. Non manca il coinvolgimento del mondo cattolico impegnato nelle lotte pacifiste.

Cosa chiedono

Secondo i promotori, provvedimenti come i decreti sicurezza, l'accentramento dei poteri politici, l'attacco alla giustizia e la riduzione dei diritti civili non sono eventi isolati, ma parte di un modello di società autoritario e verticale.

Il movimento denuncia anche il riarmo globale e la normalizzazione del conflitto permanente, che concentrano il potere politico ed economico in poche mani. Il termine "Kings" non indica solo leader politici, ma anche poteri economici, complessi militari e grandi corporation.

La piazza del 27 e 28 marzo

Il prossimo 27 marzo a Roma, alla Città dell'Altra Economia a Testaccio, si terrà il concerto Together, con artisti come Gemitaiz, Willy Peyote, Modena City Ramblers, Danno, Giulia Mei e Sabina Guzzanti.

Il 28 marzo sarà invece il turno del corteo nazionale, che unirà scioperi studenteschi, piazze femministe, proteste contro i centri di permanenza per il rimpatrio e il Climate Strike.

In contemporanea, a Londra si svolgerà un evento-concerto sempre intitolato "Together", mentre negli Stati Uniti sono già previste iniziative sotto lo slogan "No Kings Day", con la prospettiva di un grande evento a Bruxelles nel mese di giugno.

Un movimento che guarda lontano

L'obiettivo dei No Kings non è limitato a un unico weekend di mobilitazione. Come spiega Federica Borlizzi del movimento:

"Le comunità si stanno organizzando per essere anticorpi democratici".