Oncologi, il 50% del tempo rubato dalla burocrazia: "Separare clinica e amministrazione"

Attività amministrative assorbono metà del lavoro degli oncologi: interviene Cipomo "Servono strumenti digitali e procedure più snelle".

Oncologi, il 50% del tempo rubato dalla burocrazia: "Separare clinica e amministrazione"

In Italia, quasi la metà del tempo lavorativo degli oncologi ospedalieri viene assorbita da attività burocratiche, con un impatto diretto sull’assistenza ai pazienti. A lanciare l’allarme sono i primari oncologi del Collegio dei primari oncologi ospedalieri (Cipomo), durante l’apertura del XXX Congresso nazionale a Roma.

Secondo l’indagine Cipomo, le incombenze amministrative occupano fino al 50% delle 38 ore settimanali dedicate alla professione: circa 19 ore sottratte alle visite e alla gestione clinica dei pazienti. Le attività più onerose comprendono la compilazione di moduli, l’inserimento dei dati anagrafici e la navigazione tra software frammentati, in particolare per la registrazione delle informazioni nei sistemi dell’Agenzia italiana del farmaco (AIFA), utilizzati per monitorare l’uso dei medicinali.

Il peso della burocrazia si fa sentire anche prima della prima visita oncologica: l’86,1% delle attività preliminari, dalla verifica della documentazione clinica alla raccolta dei consensi informati, potrebbe essere gestito in modo più efficiente attraverso una diversa organizzazione del lavoro. Lo studio ha analizzato 24 schede rappresentative di 12 regioni italiane e ha coinvolto il gruppo interparlamentare collegato all’associazione Salute Donna.

“Il quadro che emerge è chiaro: l’inefficienza non risiede nell’atto medico, ma nella gestione operativa che lo precede e lo segue”, sottolineano i primari. La proposta del Cipomo è di separare le attività cliniche da quelle amministrative, proteggendo il tempo dedicato alla relazione con il paziente e alle decisioni terapeutiche.

Il presidente del Collegio, Paolo Tralongo, evidenzia come il carico burocratico rappresenti uno dei principali fattori di criticità del sistema sanitario, aggravato dalla crescente carenza di personale medico. Per questo, il Cipomo ha istituito un gruppo di lavoro specifico sulla deburocratizzazione, con l’obiettivo di proporre soluzioni concrete per semplificare le attività cliniche degli oncologi e ridurre il tempo speso in adempimenti amministrativi.

Secondo gli specialisti, il rapporto tra tempo dedicato agli adempimenti burocratici e tempo clinico ha raggiunto proporzioni “patologiche”, con conseguenze dirette: allungamento delle liste di attesa, inefficienze organizzative, maggiori costi per il Servizio sanitario nazionale e una crescente disaffezione verso la professione, con possibili ripercussioni sulla qualità delle cure e sulla soddisfazione dei pazienti.

Luisa Fioretto, past president del Cipomo e coordinatrice del gruppo anti-burocrazia, spiega: “Il valore clinico della visita oncologica resta centrale e insostituibile. Va protetta come momento ad alta intensità clinica. Il problema è tutto ciò che la circonda e che sottrae tempo alla cura. Il medico deve validare informazioni già strutturate, non inserirle manualmente durante la visita”.

Tra le proposte avanzate dagli oncologi ci sono checklist uniche pre-visita, strumenti digitali di pre-compilazione e processi chiari prima dell’accesso in ambulatorio, insieme a piattaforme interoperabili a livello nazionale, valutate in termini di tempi, costi e impatto organizzativo.

L’obiettivo dichiarato dal Cipomo è rendere più efficiente il percorso clinico, migliorare la qualità del lavoro dei medici e garantire maggiore attenzione ai pazienti, senza ridurre la sicurezza e la precisione delle cure.