Il mondo ha urgente bisogno di una regolamentazione dell’intelligenza artificiale. A dirlo è stato Sam Altman, intervenuto a un vertice globale a Nuova Delhi, dove ha ribadito la necessità di definire regole e garanzie per governare lo sviluppo sempre più rapido delle tecnologie basate sull’AI.
Altman, amministratore delegato di OpenAI, società produttrice di ChatGPT, ha sottolineato che strumenti di questa potenza non possono evolvere in un vuoto normativo. “Non sto suggerendo che non abbiamo bisogno di regolamentazioni o garanzie. Ne abbiamo urgente bisogno, come per qualsiasi altra tecnologia di questa potenza”, ha dichiarato.
L’intervento arriva in una fase di crescente attenzione internazionale verso l’impatto dell’intelligenza artificiale su economia, lavoro, sicurezza e democrazia. Governi e autorità di regolazione stanno accelerando su proposte legislative per definire standard comuni, meccanismi di controllo e responsabilità per le aziende che sviluppano modelli sempre più avanzati.
Negli ultimi anni OpenAI è stata al centro del dibattito globale sull’AI generativa, con strumenti capaci di produrre testi, immagini e codice, ma anche con interrogativi legati a rischi sistemici, disinformazione e utilizzo improprio. Altman ha più volte sostenuto la necessità di un equilibrio tra innovazione e tutela dell’interesse pubblico, richiamando l’importanza di un quadro normativo condiviso a livello internazionale.
Il vertice di Nuova Delhi si inserisce in un contesto geopolitico in cui l’intelligenza artificiale è ormai considerata una leva strategica per la competitività economica e la sicurezza nazionale. La richiesta di regole, proveniente da uno dei principali protagonisti del settore, segnala come la fase di sperimentazione stia lasciando spazio a quella della governance strutturata.