Operazione “Absolute Resolve”: come gli Stati Uniti hanno catturato Nicolás Maduro

Operazione militare senza precedenti: in 2 ore e mezza gli USA estraggono Maduro con 150 velivoli, forze speciali e dominio totale dei cieli.

Operazione “Absolute Resolve”: come gli Stati Uniti hanno catturato Nicolás Maduro

L’estrazione del Presidente del Venezuela Nicolás Maduro, oltre ad essere un’operazione militare inedita almeno dalla fine della Guerra fredda ad oggi, ha visto un dispiegamento di forze estremamente importante per la propria stessa natura. Stando ai resoconti ufficiali, sono stati impiegati oltre 150 velivoli provenienti da 20 differenti basi terrestri e marittime nell’emisfero occidentale. Le avvisaglie di una grande operazione terrestre erano arrivate già dall’ultima settimana di novembre, quando il Generale Dan “Razin” Caine, Chairman dei Joints Chiefs of Staff, era stato inviato nel mar dei Caraibi.

La strategia d’attacco è stata suddivisa in quattro fasi: 

Per prima cosa, la fase di lancio e schieramento degli oltre 150 velivoli è iniziata alle ore 22:46 EST con l’ordine impartito direttamente dalla Casa Bianca senza la formale approvazione del Congresso;

la seguente fase di soppressione e dominio aereo (SEAD) ha previsto l’immediata neutralizzazione dei sistemi d’arma antiaerei a lungo raggio S-300 e di quelli a medio-raggio Buk, attraverso strike mirati di un numero non ancora specificato di caccia multiruolo di quinta generazione F-35A Lightning II della Vermont Air National Guard, in coordinamento con diversi aerei imbarcati da guerra elettronica E/A-18G Growler, almeno 12caccia da supremazia aerea F-22 Raptor individuati presso la Roosevelt Roads Naval Station a Puerto Rico e almeno unvelivolo da guerra elettronica EC-130H Compass Call per dominare lo spazio elettromagnetico, insieme a bombardieri B-1B e caccia di quarta generazione F/A-18 Super Hornet decollati dalla portaerei USS Gerald Ford per bombardare aeroporti e centri logistici così da creare un corridoio sicuro. Fondamentali sono stati gli aeromobili a pilotaggio remoto, nello specifico numerosi droni MQ-9 Reaper e almeno un drone da ricognizione RQ-170 Sentinel, anche noto come “La Bestia di Kandahar”. Il supporto marittimo è stato garantito da un imponente Carrier Strike Group guidato dalla portaerei USS Gerald R. Ford e dalla nave d'assalto anfibio USS Iwo Jima, sulla quale sarà poi trasportato lo stesso Nicolás Maduro nelle fasi finali dell’estrazione;

in seguito, la fase di incursione e cattura, iniziata alle ore 02:01 locali, è stata eseguita da una “interdiction force” elitrasportata, impiegando circa 10 elicotteri d’assalto tra MH-47G Chinook e MH-60M Black Hawk penetrati nello spazio aereo di Caracas volando a 30 metri di quota per eludere i radar venezuelani. Le forze di terra elitrasportate sono giunte sul compound situato all’interno della base militare di Fuerte Tiuna e hanno completato l’estrazione in appena 30 minuti, nonostante l’intenso fuoco di sbarramento che ha danneggiato almeno un elicottero pur senza comprometterne le capacità di volo. I team della USS Army 1st Special Forces Operational Detachment (Delta Forces) hanno così neutralizzato la guardia presidenziale e catturato Nicolás Maduro appena prima che potesse raggiungere una safe room blindata insieme alla moglie Cilia Flores. Durante lo scontro, numerose guardie del corpo venezuelane e consiglieri militari cubani sono rimasti uccisi, mentre tra le forze americane si sono registrati solo alcuni feriti stabili;

infine, nella fase di sorveglianza e ritiro iniziata alle ore 03:29 EST il Presidente Maduro è stato rapidamente trasferito sulla USS Iwo Jima, dove è stato fotografato bendato, con cuffie antirumore e una tuta Nike Tech grigia, un'immagine che è stata immediatamente diffusa dal Presidente Trump come prova del successo della missione. 

In due ore e mezza, i contingenti statunitensi hanno dato una dimostrazione di eccezionale coordinamento interforze, rapidità, pianificazione ed esecuzione, riuscendo senza registrare alcuna perdita in una delle operazioni militari di estrazione più delicate e impegnative della storia recente. Sul fronte nemico, i morti confermati sono superiori agli 80, di cui almeno 32 soldati e agenti dell’intelligence cubani in missione nel paese su richiesta venezuelana.

Ora il destino dell’ormai ex Presidente venezuelano e della sua consorte si deciderà nei tribunali americani, dove sono accusati di cospirazione per narcoterrorismo, cospirazione per l’importazione di cocaina, possesso di mitragliatrici e dispositivi distruttivi e cospirazione per il possesso di mitragliatrici e dispositivi distruttivi, insieme a varie altre accuse riguardanti omicidi, sequestri e corruzione.