I motori delle scavatrici sono in azione, il tracciato che delimita il perimetro del cantiere è stato allestito: arriva il PARCO DEL MARE DI OSTIA. La vera partenza del primo lotto di lavori è prevista per giugno. La discussione impazza in rete dopo che sono stati resi noti i rendering del progetto; il Popolo dei Social contesta, discute, si infuria. Alcuni post al riguardo sono sguaiati, superficiali, privi di riscontri. L'argomento è complesso e necessita di conoscenze tecniche notevoli.
Ma alcuni interventi puntano al cuore del problema: parcheggiare per i residenti in alcune zone del quartiere marino di Roma diverrà pressoché impossibile, e soprattutto, il progetto sposato dal Campidoglio è assolutamente inadeguato al tipo di turismo che da sempre si è riversato sulle spiagge del Mare di Roma. Franco Pirone, architetto paesaggista residente da più di mezzo secolo sul territorio, ha vergato una commento che ha collezionato centinaia di interazioni sul suo profilo personale. Ha generato una tempesta dialettica.

Le intenzioni del Comune ne escono malconce, una analisi senza sconti che sbaraglia anche l'incomprensione circa un tema sul quale la maggior parte dei politici nicchia: l'odiato Lungomuro che impedisce la visione della battigia per chilometri almeno in questa prima fase non verrà minimamente toccato. Il suo destino è legato al PUA (Piano Utilizzo degli Arenili) che dipende dalla Regione ma che, al momento - chiosando con una punta di ironia- è più che in alto mare.
Partiamo dai numeri, quelli veri.
Il progetto Parco del Mare riguarda il tratto di lungomare dalla rotonda della Colombo fino al porto: 6 km, ovvero il tratto più centrale, più attrezzato e più frequentato di tutto il litorale di Ostia.
Ogni weekend estivo questo tratto accoglie tra 55.000 e 65.000 turisti da Roma e hinterland (stima prudenziale), più un congruo numero 10.000+) di lidensi che usano l'auto per raggiungere il mare, perché il lungomare di Ostia è lungo 6 km, perché si è anziani, perché si abita a ponente ma si frequenta levante per diverse ragioni. Non per pigrizia: per necessità. In tutto parliamo di diverse migliaia di veicoli (auto e moto) che ogni weekend cercano parcheggio in questo tratto.
Vediamo quanti posti hanno trovato nel tempo, e quanti ne troveranno.
Nel 2021, prima della ciclabile, i posti auto erano circa 5.000. Dopo la ciclabile sono scesi a circa 4.200, con una perdita di 800 posti. Con il Parco del Mare, la cui piena attuazione è prevista entro fine 2028, scenderebbero ulteriormente a circa 2.500, con un'ulteriore perdita di circa 1.700 posti. In sette anni: dimezzati.
2.500 posti disponibili rispetto alle diverse migliaia di veicoli stimati. Una copertura di gran lunga inferiore alle effettive necessità. Dedicato a chi dice: "lasciate le maghine a casa"
E il trasporto pubblico? Oggi la Roma-Lido (ribattezzata Metromare) copre meno del 10% del flusso reale nelle ore di punta. Nel 2026, con la frequenza migliorata a 15 minuti, si arriverà a malapena al 15%. Ma proviamo ad essere ottimisti e guardiamo al 2030/2035, quando la linea dovrebbe contare su 20 treni comprese le riserve, 16 stazioni e 45 minuti di percorrenza. Con circa 16 treni operativi in linea, considerando le riserve e i tempi di giro tecnici ai capolinea, che da soli assorbono 10-15 minuti per corsa, la frequenza reale si attesterebbe intorno a un treno ogni 7.5 minuti, ovvero circa 8 treni all'ora.
Nella fascia di punta 8:00-11:00 questo significa al massimo 26.000 passeggeri trasportati verso Ostia (ha calcolate treni strapieni con 1100 passeggeri a bordo: dei carri bestiame, praticamente che non tutti sopportano), su una domanda di 55.000-65.000 turisti, solo nel tratto di progetto "Parco del Mare". Una copertura del 30%: un sensibile miglioramento rispetto ad oggi, ma ancora largamente insufficiente.
E nel 2030/2035 il Parco del Mare sarà già completato da vari anni, con i parcheggi già ridotti a 2.500 posti. Il parcheggio di scambio a Ostia Levante, fulcro determinante del progetto? 862 posti (fonte relazione dei progettisti) in un'area che oggi ne contiene molti più di mille e fatica già a servire chi frequenta le spiagge vicino alla rotonda. Non è un hub, non lo è mai stato, e con 862 posti non lo diventerà.
Il risultato è inevitabile: chi non trova parcheggio sul lungomare lo cerca nelle strade residenziali di Ostia, sulla Colombo, nei quartieri limitrofi. Il problema non sparisce, si sposta sui residenti. Risultato? Lungomare ridisegnato con carreggiate ridotte e imbuti per avere navette semivuote che arrancano in un lungomare intasato.
La domanda è semplice: può un progetto che si propone di incentivare il turismo balneare permettersi di ignorare che la maggior parte dei visitatori arriva in auto e che nemmeno nel 2030 esisterà un'alternativa modale sufficiente a compensare la sosta eliminata?
I numeri dicono NO.
La sintesi suprema di questa lunga e accurata disamina è che il turismo giornaliero di Ostia non può fare a meno dell'automobile, questo è un dato di fatto incontestabile. Il quartiere rischia la paralisi, e i potenziali bagnanti impauriti potrebbero decidere di scappare verso altri lidi. Il 30 marzo il sindaco Gualtieri interverrà a Cineland per rappresentare ai cittadini quanto è stato messo in cantiere per Ostia e per il Decimo Municipio. Vige la prenotazione obbligatoria utilizzando il web per ovvi motivi organizzativi. Ma visto che oramai le campagne elettorali si fanno perlopiù a distanza tramite i social, è un'ottima occasione per acquisire contatti da capitalizzare quando la campagna elettorale entrerà nel vivo della lotta. A pensar male si fa peccato, ha scolpito Giulio Andreotti, ma spesso ci si azzecca.