L’aula consiliare del X Municipio si è trasformata in un’arena politica. La commissione convocata sul tema del riposizionamento di alcune roulotte sul litorale romano ha dato vita a una seduta incandescente, con scontri duri tra maggioranza, opposizione e cittadini esasperati.
La tensione era già salita nelle ore precedenti all’incontro, quando sul lungomare è comparso uno striscione anonimo con la scritta: “Ma quale Parco del Mare? Una baraccopoli per il litorale”. Un messaggio diretto alla giunta del Municipio Roma X, accusata, secondo residenti e opposizione, di voler trasferire otto roulotte sul Lungomare Amerigo Vespucci, a pochi metri dalle abitazioni e da una fila di villette situate di fronte allo stabilimento balneare dell’Esercito.
L’aula era gremita come raramente accade. Decine di cittadini hanno assistito alla discussione che, secondo molti presenti, avrebbe potuto portare alla votazione decisiva: la determina per autorizzare lo spostamento delle roulotte.
Fin dalle prime ore del mattino l’area era presidiata dalle forze dell’ordine. Sul posto erano presenti la Polizia Locale Roma X Mare, la Polizia di Stato del X Distretto e i Carabinieri, a testimonianza di un clima già teso prima dell’apertura dei lavori.
La seduta si è infiammata quando ha preso la parola la consigliera Margherita Weylam, ex capogruppo del Partito Democratico, sospesa dal partito dopo aver votato mesi fa contro la fiducia all’assessora all’Ambiente Valentina Prodon. La consigliera ha affidato ai social parole dure e personali:
“Condividere questi momenti fa bene a non sentirsi isolati. Chi pensa che dietro queste dichiarazioni non ci sia sofferenza sbaglia. La consapevolezza di non poter cambiare le cose fa male, ma farebbe ancora più male abbassare la testa e accettare situazioni contro cui abbiamo sempre lottato. Non so che ne sarà di me: so solo che non ho neanche trent’anni e ho ancora tutto il tempo di inventare”.
Un intervento che ha assunto subito i contorni di un attacco frontale alla giunta municipale, accusata di scarsa democrazia, decisioni calate dall’alto e di essere piegata alle logiche di partito.
A rilanciare lo scontro è stato poi il consigliere Raffaele Biondo, anche lui tra i giovani democratici che avevano votato contro la fiducia alla Prodon. Il suo intervento ha alzato ulteriormente il livello dello scontro politico, con parole durissime contro il partito locale, la giunta e quelli che ha definito “servi di partito”, da quanto riferito dai presenti in aula.