Il Papa frena: “Su gay e trans la dottrina non si tocca”

Accoglienza per tutti, ma nessuna apertura LGBT su matrimonio e sessualità: “Improbabile un cambiamento nel prossimo futuro”.

Il Papa frena: “Su gay e trans la dottrina non si tocca”

La Chiesa invita “tutti”, ma su omosessuali e persone trans la dottrina “non cambia”. Lo afferma il Pontefice in un’intervista alla giornalista Elise Ann Allen, autrice di una biografia dedicata a Papa Prevost, realizzata attraverso una serie di incontri a Castel Gandolfo. Il volume, già pubblicato in Perù lo scorso settembre, è ora disponibile anche in edizione italiana.

Nel passaggio dedicato alla realtà LGBTQ, pubblicato in un estratto dalla stampa nazionale, il Papa riconosce che il tema resta “altamente polarizzante” all’interno della Chiesa, come emerso anche durante il recente percorso sinodale. Per questo, spiega, l’intenzione è non alimentare ulteriori divisioni.

Il riferimento è al “Todos, todos, todos” pronunciato da Papa Francesco, richiamato come espressione di un principio di accoglienza universale. “Tutti sono invitati a entrare”, afferma, precisando che l’invito riguarda la persona in quanto “figlio o figlia di Dio”, indipendentemente dalle condizioni di vita.

Allo stesso tempo, il Pontefice ritiene “molto improbabile, almeno nel prossimo futuro”, un cambiamento della dottrina della Chiesa sugli insegnamenti relativi alla sessualità e al matrimonio. Comprende che si tratti di un tema controverso e che vi siano richieste di riconoscimento del matrimonio tra persone dello stesso sesso o di una diversa posizione ufficiale sulle persone trans, ma ribadisce che l’insegnamento “continuerà a rimanere com’è”.

Nel testo viene inoltre sottolineata la dimensione pastorale: “Qualsiasi sacerdote ascolterà in confessione persone di ogni tipo, con ogni genere di difficoltà, di situazioni di vita e di scelte compiute”. Un’affermazione che distingue tra accoglienza personale e orientamento dottrinale.

“Dobbiamo cambiare innanzitutto gli atteggiamenti”, osserva il Papa, indicando come prioritaria una trasformazione nel modo di relazionarsi prima ancora di ipotizzare modifiche sull’insegnamento. Per ora, conclude, non vi sono ulteriori elementi da aggiungere sul punto.