Partito Comunista, il cardiogramma torna a fare bip ma solo sui social

Sotto la comunicazione ufficiale del partito si apre una piazza digitale fatta soprattutto di critiche e ironie

Partito Comunista, il cardiogramma torna a fare bip ma solo sui social

C’è ancora un piccolo segnale sul monitor, ma il paziente da tempo non domina più la scena politica. Il comunismo italiano oggi sopravvive soprattutto così: con qualche comparsa pubblica (poche, pochissime) e nelle discussioni sui social.

È il caso di un post pubblicato dal Partito Comunista su Facebook dopo la partecipazione del vicesegretario generale Matteo Di Cocco e di un rappresentante della Federazione della Gioventù Comunista al ricevimento per la Festa della Primavera organizzato dall’ambasciata cinese a Roma. Il messaggio è quello tipico della diplomazia politica: rafforzare i rapporti con la Cina, parlare di relazioni internazionali, richiamare multilateralismo. Un classicone.

La vera reazione però si vede scorrendo i commenti. Tra gli utenti c’è chi attacca frontalmente l’idea di comunismo: “Sacrifici e privazioni al popolo e ricchezze ai vertici. Comunismo = miseria”. La risposta dell’account del partito è una battuta breve: “Sembrava parlassi dell’UE”.

Uno scambio che accende la discussione e che riassume bene il clima generale. Il sentiment sotto il post appare in larga parte negativo, con numerosi interventi critici o ironici e pochi commenti di sostegno.

È una dinamica che racconta qualcosa di più ampio. Nel panorama politico italiano il comunismo organizzato ha oggi un peso marginale, ma il tema continua a riemergere ogni tanto nel dibattito online, spesso proprio attraverso reazioni contrarie o polemiche.

Un po’ come un cardiogramma che ogni tanto torna a muoversi: non tanto per una (neanche troppo) nuova spinta politica, quanto per le reazioni che ancora riesce a provocare.