Pasqua: uova più care e più piccole, cresce la “shrinkflation”

Tre italiani su quattro cambiano il modo di fare la spesa tra discount, mercati e marche alternative

Pasqua: uova più care e più piccole, cresce la “shrinkflation”

Quasi nove italiani su dieci percepiscono un aumento dei prezzi delle uova di Pasqua e ritengono che le confezioni siano diventate più piccole nel tempo, fenomeno noto come “shrinkflation”. Secondo una rilevazione dell’Istituto Piepoli per U.Di.Con - Unione per la Difesa dei Consumatori, il caro prezzi non riguarda solo il cioccolato, ma anche tutti i prodotti tipici pasquali. Il 46% degli intervistati nota una riduzione delle dimensioni delle uova, mentre l’85% le giudica più care rispetto al passato.

I dati del Codacons confermano il quadro: nei supermercati e nei negozi alimentari, al netto di offerte e promozioni, i prezzi risultano in crescita tra il 6% e il 10% rispetto allo scorso anno. Un uovo di cioccolato di marca industriale può così superare nel 2026 i 77 euro al chilo, contro i circa 70 euro del 2025. Nonostante il calo del prezzo del cacao sui mercati internazionali tra il 2024 e il 2025, questo non si è riflesso sui prodotti finali.

Situazione più contenuta per le colombe pasquali, con aumenti intorno al 3% per le versioni classiche, i cui prezzi medi oscillano tra 5,40 e 15,90 euro. Le varianti farcite risultano invece più care, tra 8,50 e 19,90 euro. Nel complesso, il mercato di uova e colombe vale in Italia oltre 600 milioni di euro all’anno.

Questo porta tre italiani su quattro a cambiare abitudini di spesa, scegliendo discount, mercati rionali o marche alternative per contenere la spesa.

“Non si tratta solo di prezzi più alti, ma di una percezione diffusa che incide sulla fiducia tra consumatori e aziende”, commenta la presidente di Udicon, Martina Donini. L’associazione chiede maggiore trasparenza sui prezzi e sulle quantità, per permettere alle famiglie di capire cosa acquistano e quanto effettivamente spendono.