A Foggia, la Guardia di Finanza ha eseguito un sequestro preventivo d’urgenza per un valore superiore a 650mila euro nei confronti di un residente della provincia, indagato per una serie di reati fiscali e finanziari legati all’utilizzo di criptovalute. A darne notizia Tgcom24.
L’operazione è stata condotta dal Comando provinciale con il supporto del Nucleo speciale tutela privacy e frodi tecnologiche di Roma, al termine di un’attività investigativa che avrebbe ricostruito un presunto sistema di evasione e autoriciclaggio.
Secondo quanto emerso dalle indagini, l’uomo avrebbe omesso di dichiarare redditi e plusvalenze derivanti da operazioni in criptovalute, sottraendosi al pagamento delle imposte. Tra le accuse contestate figurano l’omessa dichiarazione, la sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte e l’autoriciclaggio. All’indagato viene inoltre contestata l’indebita percezione di benefici sociali, tra cui il Reddito di cittadinanza, l’assegno di inclusione e il reddito di emergenza.
Gli investigatori ritengono che l’indagato abbia utilizzato strumenti digitali e wallet per generare guadagni non dichiarati, ricorrendo anche a tecniche avanzate per rendere più difficoltosa la tracciabilità delle operazioni, come servizi di “mixing” e particolari modalità di registrazione delle transazioni su blockchain.
Parte dei proventi, secondo l’ipotesi accusatoria, sarebbe stata impiegata per l’acquisto di beni mobili di pregio e di un’autovettura.
Il sequestro è stato disposto dalla Procura della Repubblica competente e successivamente convalidato dal giudice per le indagini preliminari. L’indagine è tuttora in corso e la posizione dell’indagato resta al vaglio dell’autorità giudiziaria nel rispetto del principio di presunzione di innocenza.