Il ministero dell'Interno guidato da Matteo Piantedosi è stato messo sotto accusa dal Tribunale Amministrativo Regionale del Veneto per i ritardi sistematici nell'accesso alla protezione internazionale. Il 7 marzo 2025 sono stati presentati al TAR del Veneto due ricorsi collettivi contro le questure di Venezia e Vicenza, promossi da ASGI, Emergency, Lungo la Rotta Balcanica e CADUS.
Un'attesa insostenibile
A Venezia e Vicenza, le persone straniere attendono tra 90 e 100 giorni per formalizzare la richiesta d’asilo, mentre la legge prevede tempi molto più brevi: 3 giorni lavorativi, o al massimo 13 giorni in caso di arrivi straordinari.
Questi ritardi possono comportare conseguenze significative: chi aspetta resta escluso dai servizi di accoglienza, dal Servizio Sanitario Nazionale e non può lavorare o iscriversi all’anagrafe.
La risposta del TAR
Il TAR del Veneto ha confermato la propria competenza territoriale, respingendo la richiesta dell’avvocatura dello Stato di spostare la causa al TAR Lazio e ha chiesto al ministero dell'Interno non solo di dimostrare miglioramenti nelle tempistiche, ma di adottare misure strutturali per superare la palese inefficienza nelle procedure di registrazione delle domande di asilo.
Il ministero dovrà inoltre presentare una relazione nazionale per confrontare i casi di Venezia con le altre questure e verificare se le risorse siano adeguate.
Un problema nazionale
Il caso veneto non è isolato. A Milano, chi chiede asilo può aspettare oltre 5 mesi prima di formalizzare la domanda.
Secondo le associazioni promotrici dei ricorsi, questi problemi riguardano diverse città italiane e richiedono interventi strutturali a livello nazionale.