Alla chiusura della campagna del Comitato della società civile per il No, Nicola Fratoianni, segretario di Sinistra Italiana, ha ribadito le ragioni del No al referendum sulla giustizia, definendolo uno spartiacque politico per la democrazia italiana, in un’intervista rilasciata a Fanpage.it.
Secondo Fratoianni, il referendum non riguarda solo questioni tecniche, ma il rapporto tra politica e magistratura: “In ballo c’è la qualità della nostra democrazia. La scelta è semplice: vogliamo un Paese in cui anche chi governa sia sottoposto al controllo della legge, o un Paese in cui chi vince non ha limiti nel potere? Il governo vuole la seconda opzione, noi la prima”.
Fratoianni ha criticato le affermazioni del governo, secondo cui la riforma rafforzerebbe l’autonomia dei magistrati: “Non è scritto da nessuna parte che la magistratura rimarrebbe indipendente. Il vero problema è l’impianto del CSM: sorteggio, divisione, frammentazione, sono elementi che colpiscono l’autonomia della giustizia”.
Il leader di Sinistra Italiana ha inoltre sottolineato come i toni della campagna siano diventati più aspri: “Significa che sono nervosi. Sentono crescere l’onda del No e mostrano fastidio verso chi esercita il controllo sul potere. Hanno un odio verso chi controlla autonomamente il potere”.
Fratoianni ha definito il referendum una scelta politica inevitabile: “Riguarda la Costituzione e la qualità della democrazia. Anche il governo lo politicizza, perché sa che è un voto importante. Se vince il Sì, la democrazia diventa più fragile; se vince il No, la Costituzione resta solida e il clima politico cambia in vista delle elezioni future”.