L’avvicinarsi del referendum sulla giustizia lascia ancora ampi margini di incertezza, soprattutto sul fronte della partecipazione al voto. A sottolinearlo è stato il ministro della Difesa, Guido Crosetto, che intervenendo ai microfoni di RTL 102.5 ha dichiarato: “Non ne ho assolutamente idea”, rispondendo a una domanda sull’affluenza prevista alle urne.
Il tema della partecipazione resta centrale anche alla luce degli ultimi sondaggi. Secondo una rilevazione realizzata dall’istituto di ricerca YouTrend per Sky TG24, il quadro appare estremamente equilibrato. In uno scenario di alta affluenza, stimata intorno al 55,4%, il fronte del 'Sì' e quello del 'No' risulterebbero perfettamente appaiati al 50%.
Diversa la situazione ipotizzata in caso di minore partecipazione. Con un’affluenza attorno al 46%, il 'No' risulterebbe in vantaggio con il 53,1% delle preferenze, contro il 46,9% del 'Sì”. Un dato che evidenzia come il livello di partecipazione potrebbe incidere in modo significativo sull’esito finale della consultazione.
Sull’importanza dell’affluenza si è espresso anche il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, durante un confronto su Sky TG24 con Enrico Grosso, presidente onorario del comitato 'Giusto dire No'. “Spero che l’affluenza sia la più alta possibile, tra il 50 e il 60% almeno”, ha dichiarato Nordio, sottolineando la necessità di una partecipazione ampia per rafforzare la legittimità del risultato.
Dal fronte opposto, Grosso ha indicato una previsione più prudente: “Mi aspetto un’affluenza intorno alla metà degli aventi diritto”. Lo stesso ha inoltre espresso preoccupazione per le possibili conseguenze di una vittoria del 'Sì', sostenendo che potrebbe incidere sull’effettiva indipendenza della magistratura.