Referendum Giustizia, Renzi contro Governo: "Sconfitta sonora, nessuno del centrodestra si assume la responsabilità"

Il leader attacca il silenzio del centrodestra: "Vittoria del No schiacciante, Meloni e Nordio evitino di fuggire dalle responsabilità".

Referendum Giustizia, Renzi contro Governo: "Sconfitta sonora, nessuno del centrodestra si assume la responsabilità"

Non accenna a placarsi la tempesta politica all'indomani del referendum costituzionale sulla separazione delle carriere e la riforma della magistratura, che ha visto la netta affermazione del "No" con circa il 54% delle preferenze. A farsi interprete del malcontento delle opposizioni è Matteo Renzi, leader di Italia Viva, che attraverso i propri canali social ha lanciato un durissimo affondo contro i vertici dell'esecutivo e i principali protagonisti della stagione referendaria.

Renzi, che pure aveva lasciato libertà di voto ai propri elettori pur condividendo nel merito il principio della separazione delle carriere, punta il dito contro quella che definisce una "mancanza di responsabilità" da parte del centrodestra. Il senatore fiorentino traccia un bilancio spietato delle posizioni assunte nelle ultime ore dai membri del Governo, stigmatizzando il rifiuto di trarre conseguenze politiche dal verdetto delle urne.

"Giorgia Meloni non si dimette perché sostiene che il voto fosse sulla Giustizia e non su di lei", attacca Renzi, ricordando implicitamente il precedente del 2016 che portò alle sue dimissioni da Palazzo Chigi. Il leader di Italia Viva estende la critica al Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, colpevole a suo dire di derubricare il risultato a una questione tecnica su un testo governativo piuttosto che a una bocciatura della visione riformatrice del Dicastero.

Parole particolarmente aspre sono riservate a Giusy Bartolozzi, capo di gabinetto di via Arenula, finita nel mirino per aver definito la magistratura un "plotone di esecuzione" durante la campagna elettorale. "Bartolozzi non si dimette nonostante quelle frasi, scordandosi di essere lei stessa un magistrato", incalza Renzi, che non risparmia nemmeno il Vicepremier Antonio Tajani, accusato di non aver colto la portata politica della sconfitta.

Secondo l'ex Premier, il centrodestra starebbe "facendo finta di nulla" davanti a un esito elettorale che segnerebbe la fine del "tocco magico" della Presidente del Consiglio. Il timore espresso da Renzi è che, nonostante la "valanga di No", l'esecutivo scelga la via del "galleggiamento" invece di un serio confronto sulle priorità del Paese, dalla sanità al costo della vita.

"Qualcuno del centrodestra si prenda finalmente una benedetta responsabilità", conclude il leader di Italia Viva, richiamando la necessità di un atto di dignità politica a fronte di una riforma costituzionale bocciata dal corpo elettorale con un'affluenza che ha sfiorato il 60%.