Nel dibattito online sul referendum, almeno per ora, il fronte del Sì sembra avere la meglio. È quanto emerge dal report Instant Mood di Arcadia, che ha analizzato il cosiddetto parlato digitale tra il 10 febbraio e l'11 marzo.
Secondo i dati raccolti, le menzioni favorevoli hanno raggiunto 271mila citazioni contro le 198mila del fronte contrario. Anche sull'engagement il divario è netto: 10,2 milioni di interazioni per il Sì, 7,2 milioni per il No.
La crescita non è stata uniforme. Il distacco ha iniziato ad ampliarsi dalla fine di gennaio, con un'accelerazione marcata negli ultimi tre giorni - segnale che l'attenzione sul tema si sta intensificando proprio nella fase più calda della campagna.

Il divario diventa quasi abissale quando si entra nel merito della Riforma della giustizia, cuore della consultazione: 331mila menzioni e 12,9 milioni di interazioni per il Sì, contro 145mila e 5,7 milioni per il No. Il report individua due momenti di picco: il primo a febbraio, dopo un intervento del magistrato Nicola Gratteri; il secondo a inizio marzo, in seguito alle dichiarazioni della premier Giorgia Meloni.
Un avvertimento che vale la pena tenere a mente: questi numeri misurano il volume e il calore delle conversazioni online, non il consenso reale degli elettori. Fare rumore sui social è una cosa. Andare a votare, un'altra.