Un Paese incerto sull’affluenza e sostanzialmente spaccato sull’esito finale. È quanto emerge dal sondaggio realizzato da Tecnè diffusa dal TG5, dedicato all’ipotesi di referendum sulla riforma della giustizia. I dati mostrano come, se si votasse oggi, la partecipazione non sarebbe scontata e il risultato resterebbe aperto fino all’ultimo.
Secondo la rilevazione, il 44% degli intervistati dichiara che non andrebbe a votare, mentre il 42% afferma che si recherebbe alle urne. Un ulteriore 14% si definisce indeciso, segno di un clima ancora fluido attorno al tema della riforma.

Limitando l’analisi a chi dichiara di voler votare, il quadro appare estremamente equilibrato. Il Sì alla riforma si colloca in una forbice tra 51,5% e 53,5%, mentre il No oscilla tra 48,5% e 46,5%. Una distanza contenuta che suggerisce un possibile confronto serrato nel caso in cui la consultazione si svolgesse realmente.
Il sondaggio è stato realizzato da Tecnè tra il 24 e il 26 febbraio 2026 con metodologia mista CATI-CAWI su un campione rappresentativo della popolazione italiana maggiorenne. Le interviste raccolte sono state 2.000, con un margine di errore stimato del ±2,2%. La rilevazione è stata diffusa nel corso del TG5.