Il Sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica ha pubblicato la Relazione annuale sulla politica dell’informazione per la sicurezza 2026, il documento con cui l’intelligence italiana riferisce al Parlamento sull’evoluzione delle minacce e sulle attività svolte nel corso del 2025. Il rapporto individua nella trasformazione tecnologica il principale fattore di cambiamento degli equilibri geopolitici e della sicurezza nazionale.
Il documento, intitolato “Governare il cambiamento - Scenari della sicurezza nazionale” dell'AISI, analizza in modo sistemico l’impatto delle tecnologie emergenti, delle tensioni geopolitiche e delle dinamiche economiche sulla stabilità del Paese e sul contesto internazionale.
Tecnologia e sicurezza: una trasformazione strutturale
Secondo la relazione, la rivoluzione tecnologica in corso non rappresenta più soltanto un processo di innovazione, ma un vero motore di trasformazione che investe l’intera struttura sociale, economica e militare. L’innovazione digitale ridefinisce la natura delle minacce e impone agli Stati nuovi strumenti di prevenzione e analisi strategica.
In questo contesto, l’intelligence sottolinea come le minacce contemporanee non si manifestino necessariamente attraverso eventi visibili o conflitti aperti, ma attraverso processi continui e multidimensionali, spesso al di sotto della soglia del conflitto armato, come attacchi informatici, manipolazione delle informazioni e pressione tecnologica sulle infrastrutture critiche.
Le otto aree chiave della sicurezza nazionale
La relazione individua otto ambiti strategici che definiscono gli scenari futuri della sicurezza:
sovranità tecnologica e sovranità digitale
mutamenti geopolitici globali
sicurezza economico-finanziaria
criminalità organizzata transnazionale
minaccia interna e radicalizzazione
immigrazione irregolare
terrorismo internazionale
minacce ibride alle democrazie.
In particolare, il documento evidenzia come la sovranità digitale, cioè la capacità di controllare dati, infrastrutture e algoritmi, sia diventata una condizione essenziale per garantire autonomia strategica e sicurezza nazionale. Un ulteriore fronte di attenzione riguarda le dinamiche della minaccia interna, dove la relazione segnala la presenza di ambienti radicali capaci di sfruttare la dimensione digitale per propaganda, coordinamento e diffusione di contenuti estremisti. In questo contesto, gli analisti evidenziano come la rete favorisca la circolazione di narrazioni violente e la possibile convergenza tra diverse forme di antagonismo ideologico, dalle galassie anarchiche insurrezionaliste fino a circuiti legati all’estremismo islamista. L’utilizzo di piattaforme online, comunicazioni cifrate e strumenti digitali avanzati consente a individui o piccoli gruppi di amplificare il proprio raggio d’azione, facilitando processi di radicalizzazione e rendendo più complessa l’attività di prevenzione e monitoraggio da parte delle autorità
Cyberattacchi e spionaggio digitale
Uno dei capitoli più rilevanti riguarda la cybersicurezza. Nel 2025 l’intelligence ha registrato un aumento dell’interesse degli attori ostili verso le infrastrutture digitali delle amministrazioni pubbliche italiane, spesso attraverso campagne di spionaggio informatico condotte da gruppi altamente specializzati collegati a governi stranieri.
Gli attacchi hanno riguardato soprattutto:
infrastrutture ICT pubbliche
sistemi sanitari
telecomunicazioni
settori energetici e bancari.
Nel 2025, inoltre, la comunità di intelligence italiana ha partecipato a un report internazionale che attribuisce alla Cina la campagna di cyber-spionaggio del gruppo APT “Salt Typhoon”, segnando la prima attribuzione pubblica condivisa con altri servizi occidentali.
Intelligenza artificiale: opportunità e nuovi rischi
La relazione dedica ampio spazio anche all’intelligenza artificiale, definita come la tecnologia più pervasiva e strategica della fase storica attuale. L’IA è destinata a influenzare tutti i settori, dalla difesa alla sanità, dall’economia alla gestione delle informazioni.
Allo stesso tempo, la diffusione di sistemi avanzati di IA può ampliare la superficie di attacco informatico e facilitare la creazione di deepfake, campagne di disinformazione e attacchi digitali sempre più sofisticati.
Geopolitica e scenari di crisi
Sul piano internazionale, la relazione evidenzia la persistenza di molteplici focolai di instabilità, tra cui il conflitto tra Russia e Ucraina, le crisi in Medio Oriente e le tensioni in Africa e nel Mediterraneo. Questi scenari, combinati con dinamiche demografiche e climatiche, possono avere ripercussioni dirette sulla sicurezza e sugli interessi strategici dell’Italia.
Intelligence e capacità previsionali
L’edizione 2026 introduce inoltre un approccio metodologico innovativo, con l’utilizzo di strumenti di intelligenza artificiale generativa per l’analisi di scenari strategici, tra cui ipotesi di conflitto Russia-NATO, evoluzione dei flussi migratori e impatti delle criptovalute in contesti di crisi.
L’obiettivo, spiega il documento, è rafforzare la capacità dell’intelligence di anticipare le traiettorie delle minacce e supportare decisioni politiche più informate, in un contesto globale caratterizzato da trasformazioni rapide e interconnesse.