Il rifacimento di un'opera audiovisiva o teatrale (solitamente un film) basato su una storia precedente (i. e. remake) ha imposto pesantemente la sua presenza sul mercato dagli anni 2000 in poi, i numeri parlano chiaro. Una stima aggiornata al 2019 attesta che i titoli sottoposti a remake o sequel sono più di 870 (T. Youssoufian,“872 REMAKE E OLTRE MILLE SEQUEL: L'ERA DEL CINEMA RICICLATO”, #Cinefacts, 15 Settembre 2019, https://www.cinefacts.it/cinefacts-articolo-428/872-remake-e-oltre-mille-sequel-l-era-del-cinema-riciclato.html), tanto da far meritare al cinema contemporaneo l'aggettivo "riciclato".
Dalla nascita del cinema, nel 1895, ad oggi tante sono state le epoche: il cinema muto di Charlie Chaplin, la Golden Age di Marilyn Monroe e James Dean fino alla Nouvelle Vague di Jean-Luc Godard fino all’epoca dei blockbuster di Steven Spielberg.
Attualmente sembra che i titoli originali facciano fatica ad emergere e affermarsi, si pensa di più all’incasso sicuro, invece di provare a dare fiducia a nuove idee. Gli investimenti finiscono sui remake di grandi successi del passato, solo negli ultimi anni abbiamo visto, Ghostbusters (2016), A Star is Born (2018) remake di un remake dell’originale e It (2017), per poi non parlare dei sequel, prequel e spin-off da Il Diavolo veste Prada 2, in uscita il 29 Aprile 2026, alla trilogia sequel di Star Wars, fino agli infiniti Fast & Furious e Transformers.
Il cinema contemporaneo ha poco o niente di nuovo da dire o forse cerca di farlo tramite riproponendo prodotti consolidati, non riuscendoci al meglio spesso, ma sicuramente meglio del vuoto pneumatico di alcuni tentativi scombiccherati; ciò non toglie che alcuni di questi film siano da elogiare e che qualche volta siano anche meglio degli originali.

Da citare tra questi Casino Royale (2006) riscritto a sei mani, con dei cambiamenti radicali, tra la scena della tortura e la partita a Texas hold’em invece del baccarà, che si tiene nel lungometraggio originale del 1962; i dettagli hanno sorpreso positivamente anche i fan più puristi della saga di James Bond, troviamo poi il remake del 2013 de I sogni segreti di Walter Mitty un elogio poetico ma non forzato al vedere cosa c’è fuori per poi affrontare la realtà con le giuste misure. Infine come non citare Dune (2021), diretto magistralmente da Denis Villeneuve, esperto regista di film fantascientifici, è riuscito a cogliere l’essenza caleidoscopica dei romanzi di Frank Herbert. Certo, nessuno mette in dubbio le doti artistiche del regista canadese, ma la sua opera d’arte cinematografica è stata realizzata grazie anche a tecnologie che durante le riprese di Dune (1984), di Lynch non erano neanche immaginabili.
Il cinema contemporaneo quindi è vivo e lotta insieme a noi nonostante la miriade di rifacimenti, si può ancora sperare in sorprendenti nuove letture, senza però dimenticare che a volte andrebbe concesso spazio a idee nuove, originali e spiazzanti.