Il governo della Repubblica Democratica del Congo (RDC) ha annunciato la firma di un nuovo accordo con la Cina volto ad ampliare la cooperazione nel settore minerario, un comparto strategico per l’economia del Paese africano e cruciale per le catene globali di approvvigionamento di minerali critici.
Secondo quanto comunicato dalle autorità congolesi, l’intesa prevede un rafforzamento delle attività di estrazione, trasformazione e infrastrutturazione legate a risorse chiave come cobalto e coltan, materiali indispensabili per la produzione di batterie, dispositivi elettronici avanzati e tecnologie utilizzate anche in ambito difensivo. L’accordo include inoltre impegni relativi allo sviluppo di infrastrutture di supporto, al trasferimento tecnologico e alla formazione della forza lavoro locale.
Il governo di Kinshasa ha sottolineato come la cooperazione con Pechino rappresenti un’opportunità per incrementare il valore aggiunto interno del settore estrattivo, storicamente caratterizzato da un’elevata dipendenza dall’export di materie prime non lavorate. L’obiettivo dichiarato è quello di favorire una maggiore industrializzazione e una crescita economica più sostenibile nel lungo periodo.
Fonti ufficiali indicano che l’intesa si inserisce in un quadro più ampio di partenariati strategici già esistenti tra la RDC e la Cina, consolidando una relazione economica che negli ultimi anni ha visto un significativo aumento degli investimenti cinesi nel Paese africano, in particolare nei comparti minerario ed energetico.
Analisti osservano che la crescente domanda di minerali critici, alimentata dalla transizione energetica e dallo sviluppo tecnologico, sta ridefinendo le dinamiche delle relazioni internazionali, con il continente africano, e in particolare la Repubblica Democratica del Congo, al centro di nuovi equilibri economici e strategici.