Dalle criticità della Capitale al tema della riforma dei poteri di Roma, passando per lavoro, sicurezza e politiche sociali. Sono questi i temi affrontati nel convegno “Roma x 10, idee per il futuro della Capitale”, promosso dall’Ugl nella Sala Cinema Antonio Cerone a Tor Bella Monaca.
L’iniziativa, iniziata lo scorso 15 dicembre all’Eur, “mira a raccogliere le maggiori criticità che Roma in questo momento ha, ma cercare anche di discutere le possibili soluzioni a questi problemi”, ha spiegato il segretario Ugl Roma Ermenegildo Rossi in apertura dei lavori.
Secondo Rossi, la Capitale ha avuto negli ultimi anni risorse economiche rilevanti che avrebbero dovuto tradursi in un cambiamento concreto per la città. “Roma ha avuto la possibilità di avere 17 miliardi, che oggi è molto vicino a una finanziaria. Come cittadino, prima ancora che da sindacalista, penso che la Capitale dovesse essere completamente cambiata, migliorata, più vivibile e con più lavoro, perché nessuna città di Italia ha avuto cosi tanti soldi”.
Tra i punti affrontati nel corso dell’incontro anche la necessità di trasformare il Giubileo in una risorsa strutturale. “Ci sono 60 mila persone che sono rimaste senza lavoro, perché hanno firmato contratti a tempo determinato per il periodo dell’Anno Santo. Quindi abbiamo un esercito che da gennaio 2026 non ha più lavoro”, ha sottolineato Rossi.

Il segretario ha richiamato anche altri temi ritenuti centrali per il futuro della città, dall’abbattimento dell’aliquota Irpef alla semplificazione burocratica, fino alla sicurezza “come garanzia a 360 gradi, da quella sul lavoro a quella sulle strade”. Nel dibattito sono emersi inoltre i temi della riqualificazione degli spazi comuni, degli investimenti urbani, dell’inclusione delle persone con disabilità e della parità salariale di genere.
Particolare attenzione è stata dedicata alla condizione dei giovani che non studiano e non lavorano. “A Roma sono 74.800, un altro esercito che ha abbandonato la voglia di fare qualcosa. Un Comune si deve fermare che ricreare la voglia di fare a queste persone”, ha aggiunto Rossi. Tra le proposte avanzate dal sindacato anche una “immigrazione consapevole e con un inserimento dignitoso” e “adesione e incentivi per l’utilizzo dello smart working”. “Se questa è una fotografia vera, e la è, ci danno un’immagine di Roma che non quella che ci raccontano, è un’altra cosa”, ha concluso.
Alla relazione è seguita una tavola rotonda con esponenti della politica capitolina e municipale. Il consigliere capitolino di Fratelli d’Italia Federico Rocca ha sottolineato l’importanza del confronto con le categorie. “Confrontarsi con le categorie serve per approfondire il temi e inserirli in un programma che sia credibili. Il nome del candidato alle elezioni arriverà ma se non ci si presenta con un programma realizzabile e calibrato su Roma, non raggiungeremo l’obiettivo”.
Rocca ha poi aggiunto una valutazione sull’azione amministrativa. “Questo è il sindaco più fortunato della storia, nessuno ha mai avuto questa disponibilità economica che ha avuto Gualtieri. Roma aveva la possibilità di fare il salto di qualità, ma non c’è una classe dirigente oggi in Campidoglio in grado di gestirlo”.
Sul tema della riforma dei poteri di Roma Capitale è intervenuto anche il consigliere capitolino di Forza Italia Francesco Carpano. “Dare ai Municipi un proprio patrimonio e un proprio bilancio risolve molti problemi, perché finché chi gestisce i servizi è lontano dai cittadini le cose non funzioneranno”.
Nel corso del dibattito è stato affrontato anche il ruolo nazionale e internazionale della città. “Il futuro di Roma è nazionale e internazionale, e con questa riforma ci giochiamo una partita”, ha affermato il consigliere capitolino della Lega Maurizio Politi.
Sulla stessa linea il presidente del Municipio Roma VI Nicola Franco, secondo cui “Roma Capitale d’Italia senza poteri speciali non ha possibilità di crescere”. Franco ha inoltre sottolineato che “il governo sta facendo tanto, ma ci vuole un decentramento. Se un Municipio ha i poteri e le risorse per poter dare risposte, la prima che ci guadagna è la centralità e il sindaco”.
A chiudere l’incontro è stato il segretario generale dell’Ugl Francesco Paolo Capone, che ha spiegato il senso dell’iniziativa. “Con questa iniziativa non ci vogliamo sostituire alla politica, ma stiamo offrendo alla politica un’occasione di confronto, e la stiamo portando anche in altre città”. Capone ha poi aggiunto: “La politica è l’applicazione del buon senso a beneficio dei più. Se saremo in grado di costruire un buon programma, di selezionare una classe dirigente e far tornare l’orgoglio di essere romani e la voglia di andare a votare, faremo una rivoluzione silenziosa ma di grande buonsenso”.