Roma, sentenza Spin Time: Viminale condannato a risarcimento da 21 milioni

I giudici riconoscono la responsabilità dello Stato per la mancata esecuzione dello sgombero dell’immobile occupato dal 2013

Roma, sentenza Spin Time: Viminale condannato a risarcimento da 21 milioni

Il Tribunale civile di Roma ha condannato il Ministero dell’Interno a risarcire con oltre 21 milioni di euro i proprietari dell’immobile occupato di Spin Time, lo stabile di Santa Croce in Gerusalemme a Roma occupato dal 2013 dai movimenti per il diritto all’abitare. La notizia è stata riportata da la Repubblica, che ricostruisce i contenuti della sentenza e le possibili conseguenze politiche e amministrative della decisione.

Secondo quanto stabilito dalla seconda sezione civile del Tribunale, il Viminale avrebbe dovuto procedere allo sgombero dell’edificio e la mancata esecuzione del provvedimento ha prodotto un danno economico per la proprietà dell’immobile. Per questo il ministero è stato condannato a versare 21.182.118,50 euro, oltre a 206.932,53 euro mensili a partire da gennaio 2026 e fino alla liberazione dello stabile, oltre a ulteriori somme per mancato guadagno e spese legali.

Il palazzo è di proprietà del fondo immobiliare gestito da InvestiRE Sgr e da anni è occupato da famiglie in emergenza abitativa. All’interno vivono oltre quattrocento persone, tra cui più di cento bambini. L’occupazione risale al 2013, durante iniziative dei movimenti per la casa, e negli anni è diventata uno dei casi più noti del tema abitativo nella capitale.

La vicenda giudiziaria nasce dopo una lunga serie di ricorsi e diffide legate alla mancata esecuzione di provvedimenti che prevedevano il sequestro e lo sgombero dell’edificio. Secondo quanto ricostruito, Spin Time era stato inserito nel piano degli sgomberi della Prefettura, ma l’intervento non è mai stato portato a termine, circostanza che ha portato alla condanna dello Stato per l’omessa esecuzione del provvedimento.

Sul piano politico il caso resta aperto. Dal Campidoglio, esponenti del Partito Democratico hanno rilanciato l’ipotesi di un acquisto pubblico dello stabile per evitare lo sgombero e mantenere la funzione abitativa e sociale dell’edificio. Al contrario, dal centrodestra arrivano posizioni più dure, con richieste di assumersi la responsabilità economica della vicenda.

Intanto da Viminale e Prefettura, al momento della pubblicazione della notizia, non risultano commenti ufficiali sulla sentenza. La decisione del tribunale riapre così il dossier sugli immobili occupati nella capitale e sul rapporto tra ordine pubblico, diritto alla casa e responsabilità amministrative dello Stato.