La nuova linea europea in materia di migrazioni segna, secondo Ilaria Salis, una svolta “oscura” per il continente. In un post pubblicato su Facebook, l’eurodeputata di Alleanza Verdi e Sinistra denuncia con durezza le decisioni assunte dal Parlamento europeo, parlando apertamente di una “Santa Alleanza tra centro ed estrema destra” che avrebbe sancito la fine del diritto d’asilo così come conosciuto finora.
Salis afferma che, con l’ultimo voto, passa definitivamente la logica dei respingimenti e delle deportazioni di massa, insieme alla possibilità di esternalizzare l’accoglienza in paesi terzi come Albania o Rwanda. Secondo l’eurodeputata, si tratterebbe di una linea “razziale sulle migrazioni”, già sperimentata in passato da Australia e Israele, e ora adottata dall’Unione europea.
Nel suo intervento, Salis non risparmia critiche neppure a quei parlamentari di sinistra che hanno sostenuto le misure, invitandoli a “vergognarsi”. Per l’eurodeputata, l’Europa starebbe tradendo lo spirito nato dopo la Seconda guerra mondiale, quando il continente si era impegnato a non ripetere politiche di esclusione e persecuzione nei confronti dei profughi.
Salis parla di “deriva fascista”, non intesa come ritorno di un regime, ma come progressivo abbassamento degli standard democratici e dei diritti umani. In questo contesto, conclude che la disobbedienza civile “non è più un’opzione, ma una necessità” per chi vuole difendere i valori fondamentali e “restare umano”.