Salute: i farmaci per la gotta riducono il rischio di infarto e ictus

Ridurre l’acido urico con farmaci per la gotta abbassa il rischio di infarto e ictus, con benefici maggiori nei pazienti ad alto rischio cardiovascolare.

Salute: i farmaci per la gotta riducono il rischio di infarto e ictus

I farmaci comunemente utilizzati per il trattamento della gotta, se assunti con dosaggi adeguati per ridurre l’acido urico nel sangue sotto i livelli raccomandati, possono abbassare in modo significativo il rischio di infarto e ictus. È quanto emerge da un nuovo studio guidato dalla University of Nottingham e pubblicato sulla rivista JAMA Internal Medicine.

La ricerca rafforza l’ipotesi che il controllo rigoroso dell’uricemia nella gotta non abbia solo un effetto sui sintomi articolari, ma possa tradursi in un beneficio clinico più ampio, in particolare sul fronte cardiovascolare.

Uno studio su larga scala nel Regno Unito

Lo studio, coordinato dal professor Abhishek Abhishek, ha analizzato i dati del database britannico Clinical Practice Research Datalink Aurum, collegati ai registri ospedalieri e di mortalità, coprendo un arco temporale compreso tra il 2007 e il 2021.

Sono stati inclusi quasi 110.000 pazienti adulti con diagnosi di gotta e livelli iniziali di uricemia superiori alla soglia raccomandata. L’obiettivo era valutare se il raggiungimento di un valore di acido urico inferiore a 360 micromol/L (6 mg/dL), ottenuto tramite farmaci ipouricemizzanti – principalmente allopurinolo – fosse associato a una riduzione degli eventi cardiovascolari maggiori.

Il modello “treat to target”

I ricercatori hanno applicato un modello di “trial emulato”, confrontando due gruppi di pazienti: quelli che raggiungevano il target di uricemia entro 12 mesi dall’inizio della terapia e quelli che non lo raggiungevano.

I risultati mostrano che i pazienti trattati secondo l’approccio “treat to target” presentavano una maggiore sopravvivenza a cinque anni e un rischio significativamente più basso di eventi cardiovascolari maggiori, inclusi infarto, ictus e morte per cause cardiovascolari.

Benefici più marcati nei pazienti ad alto rischio

L’associazione tra controllo dell’uricemia e riduzione del rischio cardiovascolare è risultata particolarmente evidente nei soggetti ad alto o altissimo rischio cardiovascolare. Un beneficio ancora più consistente è stato osservato nei pazienti che riuscivano a portare l’uricemia sotto i 300 micromol/L (5 mg/dL).

“Oltre a prevenire gli attacchi di gotta, questa strategia terapeutica offre un beneficio aggiuntivo riducendo il rischio di infarto e ictus”, spiega Abhishek. “Si tratta della prima evidenza solida che dimostra come l’uso corretto dei farmaci per la gotta possa avere un impatto diretto sulla salute cardiovascolare”.

Implicazioni cliniche e prevenzione a lungo termine

Secondo gli autori, i risultati rafforzano l’importanza di un trattamento personalizzato e mirato della gotta. Non solo controllo dei sintomi e prevenzione delle riacutizzazioni, ma anche una vera e propria strategia di prevenzione cardiovascolare a lungo termine, soprattutto nei pazienti più fragili dal punto di vista cardiometabolico.

Un cambio di prospettiva che potrebbe incidere sulle linee guida cliniche e sulla pratica quotidiana, spingendo verso un monitoraggio più rigoroso dell’uricemia e un uso ottimizzato delle terapie ipouricemizzanti.