San Siro, indagine della Procura sulla cessione a Inter e Milan: nove indagati tra dirigenti pubblici e consulenti

Indagine su presunti favori e fughe di notizie nella vendita dello stadio: sotto esame rapporti tra Comune e club milanesi.

San Siro, indagine della Procura sulla cessione a Inter e Milan: nove indagati tra dirigenti pubblici e consulenti

Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, la Procura di Milano ha avviato un’indagine che coinvolge la procedura di cessione dello stadio San Siro e delle aree circostanti, mettendo sotto esame i rapporti tra il Comune e le società calcistiche Inter e Milan.

L’inchiesta, coordinata dai magistrati milanesi, ipotizza i reati di turbata libertà del procedimento di scelta del contraente e rivelazione di segreto d’ufficio. Al centro dell’attenzione vi è il percorso amministrativo che ha portato, il 1° ottobre 2025, alla vendita dell’impianto sportivo e di circa 280.000 metri quadrati di aree edificabili alle due società calcistiche. Secondo gli inquirenti, alcune fasi della procedura sarebbero state condizionate da condotte volte a favorire soggetti già individuati.

Complessivamente risultano nove gli indagati, tra dirigenti pubblici, consulenti e manager legati ai club. Tra questi figurano il direttore generale del Comune, Christian Malangone, il responsabile unico del procedimento Giancarlo Tancredi, successivamente assessore all’Urbanistica, e la direttrice della pianificazione Simona Collarini. Coinvolti anche consulenti vicini alle due società, tra cui l’avvocato Ada Lucia De Cesaris per l’Inter, oltre ad advisor e dirigenti riconducibili sia al club nerazzurro sia a quello rossonero.

L’ipotesi investigativa si concentra in particolare sull’“Avviso pubblico” approvato dal Comune il 24 marzo 2025. Tale atto, pur non configurandosi formalmente come un bando di gara, viene considerato dagli inquirenti un atto equipollente, ossia uno strumento idoneo a disciplinare una competizione pubblica. Secondo la Procura, i requisiti e le modalità previste potrebbero essere stati strutturati in modo da favorire Inter e Milan, che già godevano di un diritto di prelazione.

Un ulteriore filone dell’indagine riguarda presunte fughe di notizie avvenute nel corso degli anni precedenti. Gli investigatori ritengono di aver individuato almeno due episodi di rivelazione di segreto d’ufficio, risalenti al 2021 e al 2023, nei quali informazioni riservate relative a delibere comunali sarebbero state condivise con consulenti e rappresentanti dei club. Tali elementi emergerebbero dall’analisi di conversazioni contenute in dispositivi elettronici già acquisiti nell’ambito di un’altra indagine sull’urbanistica milanese.

Le recenti perquisizioni, condotte dalla Guardia di Finanza, hanno portato al sequestro di telefoni cellulari degli indagati, con l’obiettivo di approfondire il contenuto delle comunicazioni e ricostruire in modo più completo la rete di rapporti tra funzionari pubblici e soggetti privati coinvolti nell’operazione.