Sanità italiana, solo il 47% di cittadini soddisfatti: bocciata anche sulle liste d’attesa

Un’indagine europea evidenzia criticità nel sistema sanitario italiano: tempi lunghi per visite ed esami e soddisfazione più bassa rispetto ad altri Paesi.

Sanità italiana, solo il 47% di cittadini soddisfatti: bocciata anche sulle liste d’attesa

Il sistema sanitario pubblico italiano riceve un giudizio complessivamente insufficiente nel confronto con altri grandi Paesi europei. È quanto emerge da un’indagine realizzata da Noto Sondaggi per Il Sole 24 Ore, che ha coinvolto oltre mille cittadini in ciascuno dei cinque Paesi analizzati: Italia, Spagna, Regno Unito, Francia e Germania.

Secondo i risultati della ricerca, solo il 47% degli italiani esprime una valutazione positiva del Servizio sanitario nazionale, mentre il 53% lo giudica negativamente. Si tratta della percentuale di soddisfazione più bassa tra i Paesi presi in esame. Al contrario, la Spagna risulta il sistema sanitario più apprezzato, con il 79% di giudizi positivi, seguita dal Regno Unito con il 77%, dalla Francia con il 73% e dalla Germania con il 68%.

Giudizi più severi rispetto agli altri Paesi europei

Il confronto internazionale evidenzia una percezione generalmente più critica del sistema sanitario in Italia. Anche per quanto riguarda la professionalità degli operatori sanitari, i livelli di soddisfazione risultano inferiori rispetto agli altri Paesi europei.

Il 72% degli italiani esprime un giudizio positivo sui medici e il 71% sugli infermieri, percentuali che tuttavia restano sotto l’80% registrato negli altri Paesi analizzati. Allo stesso tempo, le valutazioni negative raggiungono il 23% per i medici e il 20% per gli infermieri, valori più elevati rispetto a quelli registrati all’estero.

Anche l’igiene delle strutture sanitarie riceve un giudizio meno favorevole: in Italia solo il 55% degli intervistati si dichiara soddisfatto, mentre negli altri Paesi europei i livelli di gradimento risultano più alti.

Il problema delle liste d’attesa

Tra gli aspetti più critici segnalati dai cittadini italiani emergono i tempi di attesa per visite ed esami diagnostici.

Secondo l’indagine, il 33% degli italiani ha dovuto attendere oltre tre mesi per effettuare un esame diagnostico. Negli altri Paesi la percentuale è significativamente più bassa: 18% in Spagna, 14% nel Regno Unito, 12% in Francia e 11% in Germania.

Anche per le visite specialistiche i tempi risultano lunghi: il 27% degli italiani dichiara di aver aspettato più di tre mesi. Considerando anche chi ha atteso tra due e tre mesi, la quota raggiunge il 69%. In Spagna la percentuale scende al 49%, mentre negli altri Paesi rimane sotto il 20%.

Rinuncia alle cure e fiducia nella sanità territoriale

Le lunghe attese hanno anche conseguenze sull’accesso alle cure. In Italia il 28% dei cittadini dichiara di aver rinunciato a una visita specialistica proprio a causa dei tempi troppo lunghi. La percentuale è la più alta tra i Paesi analizzati: in Germania si ferma al 22%, in Francia al 17%, in Spagna al 14% e nel Regno Unito all’8%.

Un altro dato significativo riguarda la fiducia nella sanità territoriale. Solo il 51% degli italiani consiglierebbe a un familiare o a un amico di curarsi nella propria area di residenza in caso di malattia grave. Il 29% suggerirebbe invece di spostarsi in un’altra regione e l’11% di rivolgersi direttamente alla sanità privata.

La soddisfazione nei confronti del medico di famiglia appare relativamente bassa: il 43% degli italiani si dichiara soddisfatto della disponibilità del proprio medico, mentre la percentuale scende al 21% per quanto riguarda le visite domiciliari.

Alcuni segnali positivi

Nonostante le criticità, l’indagine evidenzia anche alcuni aspetti positivi del sistema sanitario italiano. Tra questi, la diffusione dei programmi di prevenzione: il 69% degli italiani dichiara di essere stato invitato a partecipare a screening gratuiti per la diagnosi precoce di tumori o altre patologie, una percentuale superiore a quella registrata in Spagna (63%) e maggiore anche rispetto a Germania e Regno Unito (58%).

Un ruolo crescente è inoltre svolto dalle farmacie, utilizzate da parte dei cittadini per servizi sanitari come la prenotazione di visite ed esami o l’esecuzione di test diagnostici, tra cui elettrocardiogrammi e monitoraggi cardiaci.

Un sistema percepito sotto pressione

Nel complesso, il quadro che emerge dall’indagine descrive un sistema sanitario ancora centrale nell’assistenza ai cittadini ma percepito come sempre più sotto pressione. I principali fattori che influenzano negativamente il giudizio degli italiani sono l’organizzazione dei servizi e soprattutto i tempi di attesa, considerati uno dei principali nodi da affrontare per migliorare la qualità percepita del Servizio sanitario nazionale.