Sanità, U.A.P. al Governo dopo referendum: “Ora priorità ai nodi irrisolti del sistema”

U.A.P.: dopo referendum, urgenza su sanità. Criticità sistema, risorse, liste d’attesa, nomenclatore e 200mila prestazioni.

Sanità, U.A.P. al Governo dopo referendum: “Ora priorità ai nodi irrisolti del sistema”

All’indomani della conclusione del passaggio referendario, l’Unione Ambulatori e Poliambulatori (U.A.P.) torna a richiamare l’attenzione dell’Esecutivo sulle criticità strutturali del Servizio sanitario nazionale, chiedendo un cambio di passo e interventi immediati su questioni definite “non più rinviabili”.

In una nota diffusa nelle ultime ore, l’associazione sottolinea come il dibattito politico debba ora tornare a concentrarsi sulla tutela della salute pubblica, evidenziando una serie di problematiche già portate all’attenzione delle istituzioni nelle scorse settimane. Tra queste, l’inadeguatezza dell’attuale assetto organizzativo del sistema sanitario e la mancanza di trasparenza nella distribuzione delle risorse tra sanità ospedaliera e strutture autorizzate e accreditate.

Un tema, quest’ultimo, che secondo l’U.A.P. richiede chiarimenti puntuali da parte dei ministeri competenti, in particolare Salute ed Economia, soprattutto in relazione ai criteri di allocazione dei fondi pubblici. L’associazione ribadisce la necessità di fare luce su meccanismi ritenuti ancora opachi, con possibili ricadute sull’equità del sistema.

Nel comunicato viene inoltre posta l’attenzione sui cosiddetti “percorsi sanitari a doppio binario”, che avrebbero consentito, secondo quanto segnalato, anche a soggetti privi delle necessarie autorizzazioni di operare in ambito sanitario. Su questo punto, l’U.A.P. sollecita un intervento istituzionale volto a garantire legalità, trasparenza e tutela dei cittadini.

Tra le principali emergenze evidenziate resta quella delle liste d’attesa, descritte come una delle criticità più gravi e persistenti del comparto sanitario, con effetti diretti sull’accesso alle cure e sull’effettività del diritto alla salute.
Altro nodo centrale riguarda il nomenclatore tariffario della specialistica ambulatoriale. L’U.A.P. chiede certezze sui tempi di attuazione e condizioni che garantiscano la sostenibilità economica sia per le strutture pubbliche sia per quelle accreditate.

Nel documento si fa riferimento anche alla necessità di definire rapidamente l’iter relativo alle 200.000 prestazioni ancora in sospeso. Secondo l’associazione, una conclusione tempestiva del percorso amministrativo da parte del Ministero della Salute risulterebbe fondamentale, in particolare per le strutture del Mezzogiorno, al fine di operare in un quadro normativo chiaro e stabile.

Le sigle riunite sotto l’U.A.P., che dichiarano di rappresentare circa 27.000 strutture sanitarie e 350.000 lavoratori, chiedono quindi al Governo di dare seguito agli impegni assunti, riportando la sanità al centro dell’agenda politica.

Nel ribadire il proprio ruolo apartitico, l’associazione conclude sollecitando risposte “immediate e verificabili”, sottolineando come la credibilità delle istituzioni passi anche dalla capacità di affrontare con tempestività le criticità che incidono direttamente sulla vita dei cittadini.