Un 6 politico per la seconda serata di Sanremo 2026, che stenta a decollare, e a questo punto il dubbio che prenderà mai il volo si fa granitico. La parte musicale snella, con solo 15 delle 30 canzoni in gara, non ha giocato più di tanto a favore dello spettacolo televisivo, decisamente più generoso rispetto al debutto, ma ancora ingessato e sobrio. Troppo sobrio, soprattutto per tirare fino all'una senza colpi di sonno.
L'innesto di Lillo e Pilar Fogliati ha fatto la differenza, regalando boccate d'ironia essenziali e creando almeno un po' di movimento sul palco, sciogliendo finalmente anche Carlo Conti e Laura Pausini, stasera visibilmente più a suo agio. Completamente in secondo piano Vincenzo De Lucia, con l'ennesima imitazione - da dimenticare - di Laura Pausini. E a metà serata ci si dimentica facilmente anche di lui. Protagonista assoluto Achille Lauro, impeccabile nelle performance canore e a suo agio anche nei panni del co-conduttore, ma soprattutto immenso nella dedica di "Perdutamente" alle giovani vittime di Crans-Montana. Uno dei momenti più alti e toccanti di questa edizione.
Momento Max Pezzali sempre uguale, Bresh in piazza Colombo per allungare il brodo, come tutti quelli che ormai calcano quel palco. Il risultato finale non è male, ma manca il piglio. Chissà se arriverà da qui a sabato.