Giro di boa lento per il Festival di Sanremo. La terza serata è tornata allo stile asciutto di sempre - dopo il barlume di vivacità intravisto la sera prima grazie a Lillo -, confermandosi un’edizione più che tradizionale, liturgica, con Carlo Conti bravissimo a rispettare (e far rispettare) tempi e cerimoniale. È mancata la comicità, nonostante l’ottimo Ubaldo Pantani con il suo ormai ‘solito’ Lapo Elkann. Un visto e rivisto che difficilmente arriva a strappare più di qualche sorriso. Lo stesso vale per Vincenzo De Lucia, alla sua terza serata da imitatore di Laura Pausini, con gag che sfiorano il cringe (per usare un gergo caro ai giovani, i primi in fuga da questo festival).
Fortuna la musica. Potente il messaggio per la pace lanciato da Laura Pausini, che ha cantato “Heal the world” di Michael Jackson con il Coro dell’Antoniano, una bella ventata internazionale è arrivata poi con Alicia Keys insieme a Eros Ramzzotti. Zoppicante il loro duetto in italiano sulle note de “L’aurora”, ma disarmante la performance della cantautrice americana subito dopo, al piano. Irina Shayk ha fatto Irina Shayk, la modella. Niente di più. Del resto, come questo Sanremo.