Scontri a Torino, due arrestati scarcerati con obbligo di firma. Ceccardi (Lega): “Schiaffo a chi porta la divisa”

Torino, scontri pro-Askatasuna: due arrestati scarcerati con obbligo di firma, dura la critica di Ceccardi (Lega)

Scontri a Torino, due arrestati scarcerati con obbligo di firma. Ceccardi (Lega): “Schiaffo a chi porta la divisa”

Due dei tre manifestanti arrestati lo scorso 31 gennaio durante gli scontri avvenuti a Torino nel corso del corteo pro-Askatasuna sono stati scarcerati con obbligo di firma. Lo ha deciso il gip del tribunale di Torino al termine dell’udienza di convalida dell’arresto.

Si tratta di Matteo Campaner e Pietro Desideri, fermati nei giorni scorsi con l’accusa di resistenza a pubblico ufficiale. Il giudice ha ritenuto sufficienti misure meno afflittive rispetto alla detenzione in carcere, disponendo per entrambi l’obbligo di presentazione periodica alle autorità.

La decisione ha immediatamente suscitato polemiche politiche. In una nota dura, l’eurodeputata della Lega Susanna Ceccardi ha definito la scarcerazione “l’ennesimo segnale di un sistema che sembra premiare chi sceglie la violenza anziché chi la subisce per difendere la collettività”.

Secondo Ceccardi, “chi aggredisce un pubblico ufficiale torna a casa dopo poche ore con un semplice obbligo di firma”, un fatto che rappresenterebbe “uno schiaffo a chi porta la divisa”. L’eurodeputata ha espresso “solidarietà totale agli agenti che hanno messo a rischio la propria incolumità per arginare la barbarie ideologica dei centri sociali”, definendo i manifestanti coinvolti “professionisti del disordine organizzati”.

Ceccardi ha ricordato che la procura aveva chiesto il carcere e ha avvertito che la scelta del gip rischia di “alimentare un senso di impunità pericoloso, che svilisce il lavoro delle Forze dell’Ordine”.

Resta in carcere, invece, il terzo arrestato, per il quale il giudice non ha disposto misure alternative alla detenzione.