La Via Appia Antica è una delle più grandi opere di ingegneria civile del mondo antico per l'enorme impatto economico, militare e culturale che ha avuto sulla società romana. Il ritrovamento presentato in questi giorni conferma che i "da svelare c'è ancora molto". Nel comune di Apollosa, in provincia di Benevento, lungo il tratto della via antica dove il paesaggio conserva tracce significative della presenza romana (vi si trovavano due ponti e una torre di vedetta, manufatti che indicano un punto strategico per il controllo del territorio e del traffico lungo la grande strada antica) è stato infatti presentato il ritrovamento di un monumento funerario romano decorato con scene di gladiatori, emerso durante indagini archeologiche.
Un importante tassello della storia dell’antica Via Appia strappato all'oblio grazie alle attività di tutela e ricerca coordinate dal Ministero della Cultura, attraverso la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Caserta e Benevento. Il rinvenimento è stata presentato nel corso della conferenza “Un cantiere per conoscere l’Appia: un monumento funerario romano nel Comune di Apollosa” nella la quale sono stati illustrati gli studi e le attività di recupero e tutela svolte sotto il coordinamento della Soprintendenza del Ministero della Cultura. Il soprintendente Mariano Nuzzo ha evidenziato l’importanza di condividere con la comunità i risultati degli scavi, sottolineando il valore architettonico e iconografico del monumento, decorato con raffigurazioni gladiatorie e databile all’inizio del primo secolo Dopo Cristo.
La scoperta è stata possibile grazie all'attivismo civico del volontario Marco Zamparelli, che ha prontamente informato la Soprintendenza dopo aver individuato alcuni blocchi lapidei emersi a seguito dell’esondazione del torrente Serrentella. Le successive indagini archeologiche, condotte dall'archeologo Simone Foresta insieme a un gruppo di specialisti, hanno portato al recupero di circa venti blocchi in pietra calcarea e all’individuazione dell’ingresso di una camera funeraria affrescata. Gli studi preliminari indicano che il monumento, edificato in blocchi di calcare e con un diametro approssimativo di dodici metri, sarebbe appartenuto a un facoltoso cittadino romano vissuto in età augustea, probabilmente legato all’organizzazione dei giochi gladiatori.
La decisione di costruire il sepolcro lungo la Via Appia, una delle principali strade dell’antica Roma, sottolinea il prestigio del luogo e il ruolo strategico di questo territorio compreso tra Caudium e Montesarchio. Il Comune di Apollosa ha espresso l'intenzione di valorizzare l’area e inserirla nei progetti di promozione collegatii all’antico tracciato della Regina Viarum, in collaborazione con la Regione Campania e con le istituzioni coinvolte.
Fino a quel momento i reperti venuti alla luce sono conservati presso il Centro operativo della Soprintendenza a Benevento, dove potranno essere visitati su prenotazione, mentre si sta riflettendo anche sulla possibilità di progetti di ricostruzione virtuale del monumento per favorirne la conoscenza e la fruizione pubblica: una possibilità in più per avvicinare i millennial allo studio dell'archeologia.