Sea Watch, si ricorre in Cassazione

Il Tribunale di Palermo riconosce oltre 76.000€ di spese alla Sea Watch; il ministro Piantedosi ricorre in Cassazione.

Sea Watch, si ricorre in Cassazione

Dopo la recente sentenza riguardo le navi della ONG proprietaria della nave Sea Watch, non si è fatta attendere la risposta del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi che ha confermato il ricorso in Cassazione contro le decisioni del Tribunale di Catania, che ha imposto un risarcimento di oltre settantaseimila Euro alla ONG proprietaria della Sea Watch. Il Tribunale di Palermo ha accolto in toto solo le richieste relative alle spese effettivamente sostenute e documentate con fatture nel periodo di fermo ritenuto illegittimo, cioè dall’11 ottobre al 19 dicembre 2019, quindi: spese portuali e d’agenzia (39.681,62 euro), spese per il carburante e il mantenimento degli impianti (31.500 euro) e le spese legali per la fase d’urgenza del dicembre 2019 (5.000 euro). Agli oltre settantasemila Euro vanno anche aggiunti gli interessi e la rivalutazione monetaria, cioè gli incrementi dovuti al tempo trascorso e all’aumento dei prezzi.