Sea Watch, Tribunale di Palermo: fermo illegittimo. L'Italia dovrà risarcire oltre 76mila euro

Opposizione al prefetto e ricorso d’urgenza, decisivo l’intervento dei giudici

Sea Watch, Tribunale di Palermo: fermo illegittimo. L'Italia dovrà risarcire oltre 76mila euro

Il Tribunale di Palermo ha stabilito che lo Stato italiano dovrà risarcire la ong Sea Watch per il fermo della nave Sea Watch 3 avvenuto nel 2019. La somma riconosciuta supera i 76mila euro e riguarda spese patrimoniali documentate, tra cui costi portuali, carburante e spese legali. La vicenda è quella che nel giugno 2019 vide protagonista l’allora comandante Carola Rackete, che forzò il blocco per consentire lo sbarco di 42 migranti a Lampedusa.

Il fermo e il silenzio del prefetto

Secondo quanto ricostruito dall'ANSA, la nave rimase trattenuta dal 12 luglio al 19 dicembre 2019. La ong aveva presentato opposizione al prefetto di Agrigento il 21 settembre, ma non erano arrivate risposte. In base alla normativa applicabile, il silenzio avrebbe comportato il cosiddetto silenzio-accoglimento, con cessazione automatica del sequestro.Solo dopo un ricorso d’urgenza, il Tribunale di Palermo ordinò la restituzione dell’imbarcazione il 19 dicembre 2019.

Le reazioni della ong

Dura la presa di posizione della portavoce di Sea Watch, Giorgia Linardi, che parla di una decisione che dimostrerebbe come la disobbedienza civile sia stata riconosciuta dai tribunali come rispetto del diritto internazionale. Nelle sue dichiarazioni, la ong critica l’impostazione del governo e respinge le accuse di arroganza rivolte alle organizzazioni non governative.